ENTRATE – Firmato l’accordo sul Fondo 2020, con qualche distinguo…

8 Settembre 2022

AGENZIA DELLE ENTRATE

Firmato l’accordo sul Fondo 2020, con qualche distinguo

Dopo diverse sessioni negoziali è stato finalmente firmato l’accordo sul Fondo Salario accessorio 2020.
Diciamo subito una firma necessaria ed opportuna, in ragione dell’importanza dell’argomento e soprattutto del lungo tempo trascorso dalle prestazioni effettuate.
Osserviamo, purtroppo che nonostante le sollecitazioni e le rassicurazioni, i colleghi avranno “in tasca” il salario accessorio (al di là del solito acconto) non prima dell’inizio del 2023 ovvero dopo oltre 24 mesi dal lavoro svolto.
Un intervallo temporale che qualcuno definisce “incomprimibile”, ma che potrebbe essere correttamente ridotto se non si creassero sempre ostacoli e difficoltà che potrebbero essere tranquillamente eliminati.
Nel contempo la Rappresentanza dei lavoratori si trova nella necessità di esercitare appieno la funzione tutoria anche per recuperare somme che inopinatamente sembrano “svanire”.
Inutile dire che tetti di spesa ed altre disposizioni vigenti, vanno a “falcidiare” le somme che vengono assegnate a titolo di incentivazione (sic!) del personale.
Come sottolineato in diversi incontri anche di carattere politico, a parere della CONFSAL –UNSA è definitivamente “rotto” il legame prestazione lavorativa – controprestazione salariale (vincolo sinallagmatico) che era alla base della riforma in Agenzia Fiscale, come significativo aspetto della più elevata efficienza, funzionalità e capacità prestazionale recuperata dalla “macchina fiscale”.
Questo aspetto, unitamente alla gravissima carenza di personale, rendono problematica l’applicazione di qualsiasi piano aziendale ed il raggiungimento di qualsiasi obiettivo quanto-qualitativo.
Noi continueremo a batterci per la rimozione di questi ostacoli strutturali prima che sia troppo tardi, ma gli effetti di questi “macigni” sono già tutti presenti, a partire dai carichi di lavoro e del benessere di tutti i funzionari in servizio.
L’accordo è visionabile sul nostro sito e la delegazione provvederà agli opportuni approfondimenti e chiarimenti, anche attraverso un notiziario “tecnico”.
In questa sede vogliamo solo sgombrare il campo da “inutili” polemiche.
Come espresso formalmente in diverse occasioni (agli atti) e come evidenziabile dai documenti allegati (che possono essere letti per chi ne abbia voglia come elementi ulteriori di chiarezza), la delegazione CONFSAL – UNSA mai si è “sognata” di non “addivenire” ad una soluzione negoziale che prevedesse una maggiorazione salariale “mirata” nei confronti dei colleghi che hanno essenzialmente svolto attività indifferibili obbligata in ufficio.
Ciò nel pieno rispetto dell’accordo di programma del 16 luglio 2021 che testualmente recitava “Di attribuire al personale che durante il periodo da aprile a dicembre 2020, è stato chiamato a rendere la propria prestazione lavorativa in presenza in quanto assegnato ad attività indifferibili eseguibili solo sul luogo di lavoro, una specifica indennità per ogni giornata di lavoro in sede, utilizzando le risorse disponibili per la contrattazione integrativa a carico del FDR 2020 con prioritaria finalizzazione al suddetto scopo. Per la definizione analitica dei criteri si rinvia a successivo prossimi incontro.”
Avremmo, pertanto, voluto lavorare solo su questa definizione analitica per non lasciare spazi a dubbi interpretativi di norme di legge e regole contrattuali.
Non avremmo voluto creare “guerre di religione” tra chi ha preso i ristori (ricordiamo fondo ad hoc correlato con i risparmi di gestione su buoni pasto e straordinari) e chi prende salario accessorio “aggiuntivo” di cui al globale Fondo.
Le disposizioni legislative e contrattuali non fanno distinguo tra lavoro agile e lavoro in presenza, e d’altronde come sempre fatto in Agenzia delle Entrate l’accessorio medesimo è attribuito in relazione ai compiti ed alle funzioni svolte (e quindi in relazione alla qualità e quantità del lavoro prestato).
Abbiamo voluto fare un lavoro di qualità, come sempre, al servizio di tutti.
La pandemia è stata una parentesi (che ci auguriamo chiusa, ma così non sembra) nella quale ci siamo esercitati per innalzare al massimo i profili di sicurezza e di prevenzione protezione (siamo stati tra i primi della classe) e riteniamo, pur nella considerazione di cui sopra circa il vincolo prestazione-controprestazione, che l’Agenzia debba continuare, con il Sindacato, a mantenere alta la qualità negoziale, soprattutto lì dove spesso ad un livello superiore, soprattutto politico, si vogliono invece ridurre gli spazi dedicati al sistema relazionale.

Cordiali saluti.

Roma, 8 settembre 2022

IL COORDINATORE NAZIONALE
Valentino Sempreboni

 

Entrate FRD 2020 - Notiziario incontro 8 settembre 2022
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