Commento del Coordinatore Nazionale
SU CONTRATTO E DINTORNI
Siamo costretti a riepilogare la situazione in atto a beneficio di tutte le colleghe ed i colleghi, anche per un esercizio di trasparenza e verità.
Abbiamo ricevuto lamentele e richieste di informazioni appena è stato possibile “visionare” su NOIPA il cedolino di marzo ’25 e nel contempo si sono scatenate “bufale” ed informazioni “distorte” da parte delle OO.SS. non firmatarie del CCNL Funzioni Centrali 2022-2024.
A queste “fake new” si aggiungono i tanti articoli degli organi di informazione che spesso hanno ulteriormente “ingarbugliato” la situazione.
Necessariamente dobbiamo chiarire e nel contempo la nostra Federazione CONFSAL – UNSA provvederà per quanto di competenza.
Se la “democrazia”, anche quella sindacale, continuerà ad utilizzare a piene mani informazioni false o fuorvianti con il preciso scopo di produrre misinformazione o disinformazione, finirà in un vicolo cieco con scenari che ci rifiutiamo di identificare per il loro altro grado di pericolosità civile e non solo.
Aspetti fiscali
Per i quadri sindacali e per i nostri attenti “colleghi”, abbiamo seguito l’evoluzione della questione “cuneo fiscale” che tante preoccupazioni aveva “destato” circa l’impatto non solo sulla retribuzione ma soprattutto sulla previdenza.
La norma approvata di anno in anno, a partire dal Governo Draghi e poi dal Governo Meloni, ha finalmente subito una “sistematizzazione” finalizzata ad eliminare le criticità evidenziate.
Con la Legge di Bilancio 2025 (pubblicata in G.U. il 31.12.2024), la manovra ha riconfermato i tagli del cuneo fiscale dello scorso anno ed ha ampliato la platea dei beneficiari fino a
€ 40.000 (in precedenza € 35.000), rendendoli “strutturali”. Ma la nuova modalità interviene sull’aspetto fiscale e non più contributiva (eliminando appunto la criticità oggetto di discussione).
Non ci sarà più il taglio al cuneo contributivo del 6 o del 7% per i redditi fino a € 35.000, bensì una combinazione di indennità esente da tasse (tipo bonus “Renzi”) per i redditi fino a € 20.000 mentre per chi guadagna di più ci sarà un sistema di detrazione fiscale decrescente.
Per i casi di nostro interesse, per chi guadagna tra 20.000 e 32.000 € ci sarà una detrazione fissa di € 1.000, “spalmata” in mensilità, mentre oltre i € 32.000 la detrazione diminuisce gradualmente fino ad “azzerarsi” a 40.000 euro.
Con la modifica strutturale il costo è diventato di quasi € 13 miliardi (minori entrate fiscali per lo Stato), somma da “menzionare” quanto si parla di retribuzioni (in questo caso per il pubblico ed il privato impiego).
Questo sistema che sostituisce quello precedente, pur essendo in vigore dal 1 gennaio 2025, non ha ancora trovato applicazione sui nostri “cedolini” (niente per gennaio e febbraio e probabilmente anche per marzo).
Quindi sui nostri attuali stipendi manca la detrazione che, chiaramente, non verrà persa e verrà incamerata come un “arretrato”.
Pur con le giustificazioni adotte da MEF e NOIPA, non possiamo che osservare un grave ritardo nell’applicazione delle disposizioni d’interesse, a distanza di 70 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio (e con aprile i mesi saranno quattro). QUINDI AL MOMENTO MANCA UNA VOCE STIPENDIALE.
Aspetti contrattuali
Il CCNL Funzioni Centrali 2022 – 2024 è stato definitivamente sottoscritto il 27 gennaio 2025, quindi osserviamo, anche in questo caso, dei ritardi negli aggiornamenti stipendiali.
Nello specifico, l’aumento contrattuale dovremmo trovarcelo nello stipendio di marzo.
Sugli “arretrati” che, in concreto, per i colleghi in servizio all’epoca, sono il saldo rispetto alle anticipazioni di fine 2023, è stata predisposta una “emissione straordinaria”.
Ma diversi colleghi “apicali” hanno segnalato che non vedono ancora questa emissione e probabilmente potrebbero esserci anche altri casi.
Circa la voce “ARRETRATO”, rammentiamo che con Decreto del 2023 si è riconosciuto il pagamento di una tantum (a titolo di acconto sugli arretrati del rinnovo contrattuale 2022 – 2024), liquidati con la mensilità di dicembre ’23. La somma risultava pari a 6,7 volte l’Indennità di Vacanza Contrattuale delle mensilità dell’anno 2023.
Negli ultimi mesi di gennaio e febbraio 2025 a tutto il personale (quindi anche neoassunto) è stata attribuito una IVC rivalutata con il coefficiente 6,7.
“Nuova” Vacanza Contrattuale
Come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze da aprile a giugno 2025 ci sarà una voce dello 0,6% che salirà a Luglio all’1,0%, attribuito sui cedolini stipendiali a titolo di vacanza contrattuale (2025-2027), essendo nel frattempo scaduto il CCNL 2022 – 2024.
Tutte queste voci dovrebbero “riempire” il nostro stipendio e non nascondiamo che molti di noi si sono persi con questi aspetti fiscali-tributari (anche computo addizionali) nonché contrattuali (che tra l’altro in questa ultima tornata ha cambiato forma ovvero anticipazione anziché successivo “mero” arretrato).
Naturalmente alle forti proteste sindacali (almeno dei firmatari) hanno fatto da “contraltare” le risposte del MEF e di altri (tutte legate ai tempi ritenuti ristretti per gli adeguamenti).
Ma “l’amore della verità” vuole che per la parte fiscale bisognava semplicemente aggiornare le “routine” essendoci un interesse di milioni di lavoratori, mentre per la parte contrattuale era stato preso un preciso “impegno politico” in materia di liquidazione.
Diciamo che anche la parte datoriale si è persa nei “bui meandri”, così da contribuire a far apparire gli stipendi delle Funzioni Centrali addirittura “decurtati”, mentre la Federazione CONFSAL – UNSA continua ad esercitare il suo “pressing”.
Pensare male si fa peccato, ma qualche volta si “azzecca”; che “qualcuno” sia chiamato a rispondere.
Nota bene
I colleghi dell’Entrate si trovano con lo stipendio di marzo anche le somme accessorie 2022, mentre mancano all’appello ancora i passaggi di fascia e di area (graduatorie da definire).
Roma 11 marzo 2025
IL COORDINATORE NAZIONALE
Valentino Sempreboni