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ENTRATE – Il PIAO 2026 – 2028

AGENZIA DELLE ENTRATE

 Il PIAO 2026 – 2028 

Nella seduta del 29 gennaio l’Agenzia delle Entrate ha “illustrato” il Piano Integrato di Attività e Organizzazione – PIAO 2026 – 2028.
La delegazione CONFSAL – UNSA ha sottolineato la “dovizia” e l’articolata descrizione del corposo documento riguardanti la missione istituzionale, il valore pubblico, la performance ed anticorruzione, l’organizzazione ed il capitale umano, il monitoraggio.
Innanzitutto si evidenziano i significativi risultati raggiunti nel 2025 che sono la base per gli obiettivi assegnati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, definiti attraverso il Piano Agenzia che AdE si impegna a raggiungere attraverso i programmi d’azione e gli obiettivi ai vari livelli organizzativi.
I risultati ottenuti saranno meglio descritti nell’annuale incontro con i soggetti istituzionali.
Importante le n. 5,7 milioni di dichiarazioni precompilate con procedura semplificata, così come il 93% degli accessi programmati, con supporto della prechiamata, i n. 2,5 milioni di contatti per i servizi telefonici e le n. 2,0 milioni di istanze civis.
In merito agli obiettivi appare fondamentale l’attivazione nel 2026 della Direzione specialistica “adempimento collaborativo” che dipenderà dalla Direzione Centrale Grandi Contribuenti, con le sedi di Roma e Milano e gli oltre n. 300 funzionari.
Così come fondamentale l’esercizio dell’assistenza da “sportello fisico” a “sportello virtuale”.
L’Atto del Ministro ha chiesto di rafforzare il contrasto all’evasione fiscale, l’elusione e le frodi fiscali; il potenziamento dell’azione di controllo e rafforzamento del contributo volto a stimolare la “compliance” dei contribuenti; il completamento (2026-2028) del piano pluriennale di potenziamento dell’organico; l’orientamento della formazione e lo sviluppo professionale del personale; il rafforzamento dell’investimento nei processi di apprendimento “continuo” per l’acquisizione di competenze aggiornate; i bandi  di  concorso;  il  consolidamento  dei  percorsi  professionali;  la valorizzazione del lavoro per “team”; l’individuazione di percorsi graduali di crescita professionale.
Sull’ultimo tema il PIAO richiama procedure che valorizzano il merito e le valutazioni positive delle “performance”, fino al consolidamento del “bagaglio” professionale per candidature alla Dirigenza.
In merito al Piano del Personale, pur riconoscendo il grande lavoro fatto per recuperare il “gap” del livello di risorse, di cui all’organico di riferimento (organico totale n. 42.574), CONFSAL – UNSA osserva un differenziale negativo al 31.12.2025 di circa n. 5.689 unita’, esclusi i dirigenti, ed a fronte delle previste cessazioni del triennio e delle assunzione, al 31.12.2028 rimarrà un differenziale negativo di circa n. 3.900 che risulta eccessivo rispetto agli obiettivi ed ai compiti che si declineranno anche con la riforma fiscale.
Per la Dirigenza il dato osservato è pari – n. 73 unità, tra posizioni attivate e differenziale assunti/cessati del triennio.
CONFSAL – UNSA ritiene che debba farsi tutto quanto necessario per “azzerare” il disallinemento osservato ad inizio e fine del triennio, visto gli obiettivi ed i risultati attesi dagli “stakeholder”, sia per la dirigenza che per le Aree.
In merito al sentito tema della conciliazione vita/lavoro e sostegno alla genitorialità, viene riferito un 24% di giornate di lavoro agile sul totale delle giornate lavorate, con un coinvolgimento dell’ 80% dei colleghi, a cui aggiungere le n. 700 postazioni di telelavoro ed i n. 600 posti di “coworking”.
Fermo restando le regole contrattuali (soprattutto sulle fragilità), a parere della CONFSAL – UNSA può esserci un ulteriore spazio, vista la domanda rivolta dalle colleghe e dai colleghi sul tema della “conciliazione”.
AdE dovrebbe “supportare” questa domanda, aprendo i “tavoli” per adeguare l’attuale linea guida unilaterale.
Sulla formazione, apprezzando la ripresa dell’attività di aula, deve essere ulteriormente rafforzata l’offerta formativa “interna” che vede un primo segnale nella “ricostituzione dell’albo dei formatori”.
La formazione tecnico tributaria (nei tre cluster neoassunti, funzionari con esperienza non consolidata, funzionari esperti) è fondamentale soprattutto alla luce della massiccia “iniezione” di nuove risorse, così come la formazione tecnico-professionale, in particolare intelligenza artificiale e “data science”.
In merito agli obiettivi, in linea con gli eccellenti risultati raggiunti nel 2025, segnaliamo la necessaria attenzione sulle risorse umane presenti sul territorio, la particolarità e le necessità degli stessi “territori”, una maggiore attenzione su richieste e previsioni rispetto all’impiego delle risorse medesime.
Al riguardo riteniamo che i “neo assunti” raggiungeranno nel tempo degli standard adeguati e questo anche grazie al necessario affiancamento con il personale esperto, quindi il loro “apporto” non può che essere considerato “a tendere”.
Sempre in merito alle Risorse umane visto le considerazioni espresse, pare necessario per le PO un adeguamento dell’accordo negoziale, per numeri ed indennità, per evitare di ricadere nelle problematiche passate (eccessivo numero dei componenti dei “team” e risorse scarse), mentre sulle POER osserveremo gli effetti, a nostro parere, di una eccessiva discrezionalità rispetto all’eventuale “turnover” ed al “change”.
Senza dimenticare la riforma Zangrillo, in corso di esame parlamentare che delinea nuovi percorsi per l’accesso alla dirigenza nonche’ sulla valutazione. Sono “questioni” fondamentali su cui CONFSAL – UNSA ha avanzato anche alcune considerazioni come la questione della norma di raccordo per le elevate professionalita’.
A latere del PIAO non possiamo che evidenziare i problemi segnalati sul salario accessorio sui diversi aspetti ovvero rispetto al controllo ed ai servizi, rispetto alle valutazioni e quant’altro.
L’obiettivo del Ministro sulla lotta all’evasione e sulla “compliance” obbliga a “sistemare” i criteri già con FRD 2024, mentre nel concetto di ripristino del rapporto “prestazioni” – “retribuzioni accessorie” vanno declinate le previsioni normative di cui ai commi 248 e 249 dell’articolo 1 della Legge n. 199/2025, con il contributo fondamentale della Rappresentanza dei lavoratori.
Sono stati chiesti sui diversi temi tavoli di approfondimento e confronto, oltre alle questioni gia’ sollevate come le SAM, la conclusione della ricaduta della valutazione sul salario accessorio e quant’altro.
CONFSAL – UNSA e’ disponibile al confronto ad ampio spettro per la soddisfazione di tutte le colleghe ed i colleghi in servizio.

Roma, 30 gennaio 2026

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

 

ADM – Incontro sindacale del 26 gennaio 2026 – PIAO 2026 – Piano integrato di attività e organizzazione

Settore ADM
Incontro sindacale del 26 gennaio 2026
PIAO 2026 – Piano integrato di attività e organizzazione

Con l’Amministrazione è continuata l’interlocuzione sul PIAO 2026, il documento unico di programmazione che include una serie di documenti che nel passato erano trattati singolarmente, come il piano della performance, il piano dei fabbisogni di personale, il lavoro da remoto, il piano anticorruzione, l’organizzazione e il capitale umano, e che fu istituito con  D.L. 80/2021 e implementato con DPR 81/2022.

Per quanto riguarda gli obiettivi che devono essere raggiunti è stato sottolineato il loro incremento, obiettivi che, peraltro, saranno riportati nella Convenzione e che costituiranno la base per il relativo salario accessorio. La  nostra Delegazione ha eccepito che il raggiungimento degli obiettivi è subordinato anche ad una idonea presenza di personale e purtroppo anche per il 2026 mancano circa 1.500 dipendenti rispetto alla “dotazione organica”. L’attuale dotazione organica d’altronde non risponde più alle varie incombenze che ADM è chiamata ad espletare ed è stato ricordato che il Consigliere Alesse a luglio 2025 si era impegnato a richiedere un aumento dell’organico nel numero di 14.000 dipendenti ma l’Autorità Politica ancora non ha risposto. L’implementazione degli organici resta, comunque, un obiettivo impellente e ineludibile che non sarà certo soddisfatto con le acquisizioni del 2026.

E’ stato ricordato che l’Amministrazione, riguardo alle politiche del personale, non si è impegnata all’attuazione della “quarta area” e non ha dato una risposta a chi era disponibile al “trattenimento in servizio” come previsto dalla Finanziaria 2025.

Nelle proiezioni del personale per il 2026 non si riscontrano, purtroppo numeri in merito alle “progressioni verticali”  e l’Amministrazione ha riferito che per adesso non sarebbe possibile e comunque si è detta disponibile a rivalutare la problematica in un momento più favorevole: a tal proposito ci sarà una dichiarazione congiunta volta a riprendere l’iter procedurale nel momento in cui  eventualmente le condizioni diventeranno propizie (ad esempio una ulteriore proroga nel CCNL  in contrattazione).

La nostra Delegazione ha anche sottolineato l’importanza della “formazione” del personale specialmente a causa della riorganizzazione e delle nuove normative che investono ADM. E’ stato specificato che, in gran parte, la tipologia di formazione oggi più consona dovrebbe essere quella del training on the job: però i formatori dovranno essere adeguatamente remunerati e i discenti dovranno poter utilizzare questa tipologia di formazione anche ai fini del raggiungimento del plafond previsto (le famose 40 ore annuali pro-capite).

E’ stato poi rilevato che nel PIAO 2026 sono previste 210 postazioni per il coworking mentre nella D.D. 0849054 del 19 dicembre 2025 esse sono state ridotte a 139: la risposta è stata che nella ricognizione sul territorio le diponibilità di sedi erano molto diminuite (anche a causa dei nuovi ingressi di personale). La spiegazione non ci ha convinto e non ci convince anche per il fatto che nel 2025 si sono avute quasi cinquecento cessazioni.

Abbiamo fatto, poi, presente che tra le “azioni positive” non è stato annoverato il welfare aziendale: al riguardo riproporremo la problematica, insieme alle tante altre, sul tavolo sindacale.

Roma, 27 Gennaio 2025

La Delegazione Confsal-Unsa

IL COORDINATORE NAZIONALE AGENZIE FISCALI

Valentino Sempreboni

 

AGENZIE FISCALI – “OBIETTIVI” PER UN PERCORSO DI CRESCITA NEL PUBBLICO IMPIEGO – Considerazioni del Coordinatore Generale

 

Considerazioni del Coordinatore Generale

 “OBIETTIVI” PER UN PERCORSO DI CRESCITA NEL PUBBLICO IMPIEGO

Sul Contratto

In ragione del quadro di riferimento, economico e ordinamentale, appare evidente sottolineare la necessità di una continuità contrattuale come unico elemento per dare credibilità all’intera Pubblica Amministrazione e, nel contempo, “tentare” di salvaguardare il potere di acquisto delle retribuzioni.

Pertanto, diventa fondamentale “chiudere” quanto prima il CCNL Funzioni Centrali 2025 – 2027, sicuramente entro il primo semestre del 2026, come “cesoia” sul passato perché i ritardi nei rinnovi precedenti hanno concretamente contribuito all’erosione del valore reale degli incrementi contrattuali acquisiti (per non parlare del decennale blocco negoziale).

Gli elementi di carattere economico in osservazione, rilevano il forte differenziale tra l’inflazione cumulata del biennio 2022 – 2023 (la cosiddetta “fiammata inflazionistica”) e gli aumenti contrattuali riconosciuti, sia nel pubblico che nel privato impiego.

Considerando anche i dati del rinnovo contrattuale del triennio precedente, 2019 – 2021, il differenziale da recuperare è superiore al 10,00%.

Oggi il quadro complessivo è “connotato” da una inflazione (2024 – 2025) modesta, un “taglio” del cuneo contributivo (intervento strutturale) misurabile tra il 3,0% ed il 4,0% del salario netto ed una “parzialissima” detassazione del salario accessorio (rispetto al miglior trattamento riservato nel privato impiego).

Gli aumenti retributivi di riferimento per il rinnovo contrattuale 2025 – 2027, così come per il triennio 2028 – 2030, sono allineati con la crescita del Pil nominale nel periodo considerato (previsione annuale 2,0%).

Quindi, ancora una volta, viene perseguita la logica della “sostenibilità” dei conti pubblici e non il recupero integrale della perdita del potere di acquisto delle retribuzioni, da cui deriva l’evidente considerazione che ci vorranno diversi contratti per recuperare la perdita di potere di acquisto.

Quanto sopra, unitamente agli scarsi livelli di produttività misurata, rappresenta la criticità più evidente sulla “questione salariale”.

Pertanto, bisogna chiudere immediatamente il CCNL 2025 – 2027, ma andrà aperto sollecitamente anche il successivo CCNL 2028 – 2030.

Sempre sul piano economico appare importante sottolineare il superamento della problematica del tetto del salario accessorio.

Si veda la nostra azione sul versante delle Agenzie Fiscali.

In merito al piano normativo, bisogna rendere pienamente operativa l’Area delle Elevate Professionalità, superando le rigidità osservate che ne bloccano l’efficacia; va, altresì, rafforzato concretamente il lavoro agile e da remoto; va implementato l’ordinamento professionale; devono essere potenziate le tutele e bisogna “spingere” sul welfare contrattuale; ulteriormente, l’inserimento dell’I.A. richiede una specifica regolamentazione.

Sulle modalità organizzative

Avendo osservato, anche nel settore delle Agenzie Fiscali, una significativa domanda di modalità organizzative più flessibili (almeno da parte dei colleghi in servizio), si rileva la necessità di dover considerare strutturale l’opzione “flessibilità” e non eccezionale.

Quindi le regole contrattuali sul tema vanno rafforzate.

Si tratta di un grande e fondamentale cambiamento culturale votato a migliorare il “work-life”, senza però sacrificare la produttività.

Sulla meritocrazia

Dall’esperienza delle Agenzie Fiscali il tema della “meritocrazia” assume un particolare rilievo.

Dobbiamo avere percorsi di crescita che siano basati sia sulle valutazioni delle competenze sia sulle “performance”.

Lo strumento dei concorsi pubblici, in materia di “E.P.” e di “Dirigenza” in particolare, non sembra “cogliere” pienamente nel segno.

L’ordinamento legislativo deve prevedere anche percorsi di carriera legati all’esperienza ed ai risultati conseguiti.

Tutto questo nell’ambito di una credibile tutela contrattuale collettiva, di una misurabilità (dei risultati e delle competenze) con criteri oggettivi e non discrezionali.

Quindi il Contratto di Primo Livello deve definire, con il supporto normativo, dei percorsi di crescita professionale e dei “veri” ed “oggettivi” criteri di valutazione.

Siamo in attesa di vedere le disposizioni normative del Ministro della Funzione Pubblica Zangrillo.

Ma in ragione di ciò, l’Area delle Elevate Professionalità deve essere resa pienamente operativa (per le Agenzie Fiscali sarebbe opportuno una norma di raccordo tra POER ed EP, come peraltro da noi richiesta).

Ulteriormente, a salvaguardia degli impegni individuali e di gruppo, il merito deve essere valorizzato non solo nell’avanzamento “verticale” ma anche nel riconoscimento economico correlato, appunto, con l’impegno ed i risultati raggiunti.

Quindi, lo strumento del salario accessorio legato alle performance ed alla produttività, con regole chiare e trasparenti, diventa fondamentale.

Per ottenere su questo versante risultati importanti, sono necessarie risorse finanziarie aggiuntive affinché la contrattazione collettiva sia garante di una “premialità” economica meritocratica e non arbitraria.

Attrattività

Alla luce, inoltre, delle osservate risultanze (non sempre positive) circa i tanti concorsi espletati, la Pubblica Amministrazione deve essere più “attrattiva”, ma per questo obiettivo serve uno strumento contrattuale migliore ma, soprattutto, un complessivo sistema fatto di una vera ed adeguata formazione continua, di investimenti tecnologici ed immobiliari (uffici moderni, attrezzatissimi e ben inseriti nei “tessuti” urbani), semplificazione burocratica e procedure operative senza “fronzoli”.

E’ evidente che sono necessarie importanti scelte politiche, risorse, economiche e non, adeguate e, soprattutto una “vision” del pubblico impiego come settore strategico per il futuro del Paese.

Un importante progetto per la crescita economica e sociale del Paese, con la chiamata in servizio di una “gioventù” preparata ed attrezzata (ma per il momento “disoccupata” o “migrante”).

Una sfida “esistenziale” per il futuro.

Roma, 23 gennaio 2026

IL COORDINATORE GENERALE

Valentino SEMPREBONI

 

ENTRATE –  POER “I nodi vengono sempre al pettine” 

Commento del Coordinatore Generale

AGENZIA DELLE ENTRATE

 POER

“I nodi vengono sempre al pettine” 

Sul tema delle “POER” riteniamo opportuno fare una valutazione politica, come si dice, a “tutto tondo”, cominciando, però, dalla fine:

(conclusione della nostra valutazione)

Ad ognuno il suo, nell’ambito e nel rispetto delle regole dell’ordinamento.

CONFSAL – UNSA ha espresso il proprio “pensiero”, le proprie valutazioni, e continuerà, come sempre, a fare la propria “parte”.

Ma con l’ultimo passaggio sul tema, lasciando da parte (con grande sforzo)  tutte le considerazioni riguardanti un “confronto” certamente non ortodosso (?!), con aspetti poco “appropriati”,  CONFSAL – UNSA ritiene non foriero di un” buon cammino” e di un “buon futuro” l’eccessiva discrezionalità di cui l’Agenzia delle Entrate ha voluto “dotarsi”.

Ma entriamo nel merito.

Le POER nascono per volontà del “top management” delle Agenzie Fiscali, recepite dall’Autorità Politca attraverso la disposizione normativa di cui all’art. 1, comma 93, della Legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (la Legge di bilancio 2018).

La citata norma individuava la figura delle “Elevate Responsabilità” ovvero la funzione di “Direzione e di Coordinamento non dirigenziale” intesa, in termini concreti, come una funzione di “middle management” in ambito Agenzie Fiscali.

La disposizione in oggetto veniva impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale che “salva” l’assetto normativo dal sospetto di incostituzionalità stabilendo che le posizioni organizzative per lo svolgimento di incarichi di elevata responsabilità non sono qualificabili come posizioni dirigenziali.

Con la Sentenza n. 164 del 2020 la Corte non esclude, di fatto richiama, che la selezione dei soggetti cui attribuire le POER debba rispondere ai principi di imparzialità, trasparenza ed efficienza, e che per accedere a queste funzioni serve acquisire specifiche conoscenze che devono essere imparzialmente vagliate dall’amministrazione conferente.

Il tutto alla luce del “dirimente” dato ovvero la ritenuta non stabilità dell’incarico che non comporta il conferimento di uno “status” all’interno delle Agenzie e quindi non impone il rispetto delle procedure concorsuali.

In allegato un documento di analisi giuridica sul tema.

Il “nucleo” della questione in esame è tutto nella riportata declaratoria di non illegittimità costituzionale della norma  d’interesse e nell’individuazione di ben quattro linee guida “unilaterali” nell’intervallo temporale 2018 – 2026 (Ruffini I – Maggiore – Ruffini II – Carbone).

Utile sottolineare che la figura “POER” non passa dalle regole contrattuali come invece si evidenzia con la creazione, “successiva” dal punto di vista temporale, dell’Area delle Elevate Professionalità ovvero una specifica Area contrattuale e, quindi, uno specifico “status” stabilito dal CCNL delle Funzioni Centrali 2019 – 2021, con l’evidente obiettivo generale di delineare e regolamentare la “Elevata Professionalità”.

Naturalmente la norma di legge e la regola contrattuale citate sono di pari grado nella gerarchia delle fonti, non sono in contrasto bensì rispondono “differentemente” alla funzione di “middle management” o, per meglio dire,  ad una funzione “intermedia” nell’organizzazione.

La questione, pertanto, è chiarissima e la “portata” delle stesse disposizioni è altrettanto chiara, così come il ruolo della rappresentanza sindacale.

In sintesi le POER sono figure senz’altro “strategiche” dell’Area dei Funzionari, ma senza uno “status” giuridico e senza una “stabilità”, pur avendo fatto da “apripista” nell’azione amministrativa pubblica;

l’Area delle Elevate Professionalità, riconosciuta nel Contratto di Primo Livello di riferimento, stabilizza, invece, la figura medesima, riconoscendone “status” e “ruolo”.

La CONFSAL – UNSA, da sempre, ha espresso il proprio “pensiero” al riguardo, formalizzando le proprie “considerazioni” nei diversi Verbali di incontro sul tema delle “Linee guida del percorso di selezione per il conferimento degli incarichi relativi alle Posizioni organizzative previste dall’art. 1 comma93, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Linee guida che sono espressione unilaterale dell’Agenzia (legittimamente).

Naturalmente anche nell’occasione dell’ultima sessione di confronto-informativo (dicembre ’25 – gennaio ’26) la CONFSAL – UNSA ha “presentato”, formalmente, una propria “compiuta” proposta sul tema (che è stata divulgata e che richiamiamo integralmente).

Punti fondamentali della proposta la “valutazione” di coloro che si sono cimentati nell’esercizio della funzione e la “contendibilità” delle posizioni medesime, in base ad un documento della nostra Organizzazione dell’8 ottobre 2025 inviato alla Direzione dell’Agenzia (nel quale si parlava, tra l’altro, di un “doppio binario”, nei termini meglio specificati nella nota stessa che si richiama integralmente – e questo per onore della verità!).

Alla luce delle riportate considerazioni, la scelta tra “POER” ed “AREA ELEVATE PROFESSIONALITA’” è una scelta non solo “politica”, subordinata anche se non sopratutto ai necessari finanziamenti, bensì legata anche alla volontà datoriale di disporre di una potente “leva gestionale”, “concedendo” poco spazio alla Rappresentanza dei lavoratori che, comunque, si è cimentata nella materia perchè meritevole della massima attenzione.

CONFSAL – UNSA ha individuato criticità ed ha fornito utili contributi, adempiendo al mandato ricevuto, pur nei limiti, appunto, del sistema relazionale.

Abbiamo richiamato l’importanza fondamentale della “VALUTAZIONE” e difeso la “CONTENDIBILITA’”.

Al riguardo, sempre come Coordinamento CONFSAL – UNSA, abbiamo auspicato, con la nota sopra richiamata, una “NORMA DI RACCORDO” che, in concreto, possa delineare uno specifico percorso che nei diversi “passaggi professionali” abbia come obiettivo finale la dirigenza “domestica”.

Un “compiuto” modello che esalti al meglio il ruolo strategico delle diverse strutture della macchina fiscale.

RITENIAMO QUESTO OBIETTIVO FONDAMENTALE,

ANCHE NELL’OTTICA DELLA DECLINAZIONE DELLA “RIFORMA FISCALE”

Registreremo l’ “appeal” delle nostre proposte, consapevoli che il futuro sarà certamente condizionato dal “sentiment” dei colleghi (di tutti i colleghi, funzionari e poer) e, quindi, dalla capacità di rappresentanza sindacale e dalla “vision” del top management delle Agenzie Fiscali, in relazione al mandato dell’Autorità Poltica.

Pertanto, ad ognuno il suo, nell’ambito e nel rispetto delle regole dell’ordinamento.

Noi abbiamo espresso il nostro “pensiero” e continueremo, come sempre, a fare la nostra parte, ma CONFSAL – UNSA ritiene non foriero di un “buon cammino” e di un “buon futuro” l’eccessiva discrezionalità di cui l’Agenzia ha voluto “dotarsi”.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Roma, 20 gennaio 2026

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

 

ENTRATE –  Sistema Relazioni Sindacali – Nota alla Direttrice Centrale del Personale

AGENZIA DELLE ENTRATE

 SISTEMA RELAZIONI SINDACALI

All’attenzione della Direttrice Centrale dott.ssa Laura Caggegi

per conoscenza: Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate dott. Vincenzo Carbone

Al Vice Direttore – Capo Divisione Risorse dott. Antonio Dorrello

Al Segretario della Federazione CONFSAL – UNSA Massimo Battaglia

 

In riferimento alla nota prot. n. 0538577 del 27.11.2025 della Direzione Centrale Risorse Umane – Ufficio Relazioni sindacali, a firma della Direttrice Centrale dott.ssa Laura Caggegi, si evidenzia l’ultimo capoverso della prima pagina del citato documento che integralmente si riporta “Tale impostazione risulta essere ormai consolidata da ben tre tornate contrattuali che, nel loro susseguirsi, non hanno riconosciuto un livello territoriale intermedio di relazioni sindacali, né hanno affidato alla contrattazione collettiva integrativa la possibilità di individuarlo.”

Quanto sopra evidenzierebbe, sempre a parere dell’Agenzia, l’incoerenza di quanto espresso dalla nota del Coordinamento Agenzie Fiscali della Federazione CONFSAL – UNSA del 22.10.2025 rispetto all’attuale assetto ordinamentale contrattuale (che secondo AdE non prevede un livello intermedio di relazioni come invece sostenuto dal Coordinamento e come “mantenuto”, in concreto, dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli).

Andrebbe, invece, sottolineato, a parere dello scrivente Coordinamento, quanto riportato dal CCNL – Funzioni Centrali 2022/2024, nell’art. 7 comma 2 ultimo capoverso ovvero “La contrattazione integrativa nazionale può prevedere sezioni specifiche dedicate a determinati ambiti o pluralità di sedi territoriali aventi caratteristiche simili.”.

La citata disposizione è già presente nel CCNL – Funzioni Centrali 2016/2018 nonché nel CCNL – Funzioni Centrali 2019/2021. Quanto sopra, nel combinato disposto con l’ex CCNI Agenzia delle Entrate 2002 – 2005 artt. 3 e 4, “smentisce” la considerazione di cui all’ultimo capoverso di pagina 1 della citata nota dell’Agenzia delle Entrate.

Pertanto, il vigente CCNL – Funzioni Centrali rileva la possibilità che la Contrattazione Integrativa possa prevedere “sezioni specifiche” , mentre il comportamento assunto dalle parti negoziali ha già riconosciuto, fin dall’applicazione del CCNL Funzioni Centrali 2016/2018, in concreto e nelle conseguenziali azioni relazionali, la sezione dedicata ad una pluralità di sedi territoriali aventi caratteristiche simili (ovvero il livello regionale per sedi territoriali similari come effetto “previgente” rispetto alla contrattazione nazionale integrativa in AdE). In ragione di ciò, nel ribadire integralmente il contenuto della nota dello scrivente, datata 22.10.2025, il Coordinamento invita la parte “datoriale” a rivedere l’interpretazione centrale e territoriale posta in essere, “acclarata” con la nota in riscontro.

Quanto sopra al fine di proseguire, con correttezza e trasparenza, l’azione finalizzata a garantire la puntuale applicazione degli istituti contrattuali, anche utilizzando la “opzione” indicata dalla stessa nota dello Scrivente ovvero un nuovo accordo integrativo ad hoc sul tema. La Federazione CONFSAL – UNSA, cui la presente nota è indirizzata per conoscenza nella persona del Segretario Generale, valuterà di porre in essere tutte le azioni tutorie, compresa quella di intervenire in sede negoziale Aran, visto la trattativa di rinnovo in corso, per meglio chiarire, se proprio ve ne fosse il caso, la “portata” della disciplina di interesse.

Roma, 16 gennaio 2026

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

 

AGENZIE FISCALI – Il salario accessorio – Un risultato importante – Un nostro successo!

 

AGENZIE FISCALI

Il salario accessorio – Un risultato importante

Un nostro successo!

Dopo sette anni di “Vertenza Fisco” e dopo aver ottenuto un “innalzamento” del livello delle risorse umane in AdE e ADM, anche la “questione” del salario accessorio trova una “significativa” sistemazione.

Come da impegno assunto dal Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze prof. on. Maurizio Leo, a cui va il nostro particolare ringraziamento esteso ai Direttori delle Agenzie ed al Direttore delle Finanze, il meccanismo di finanziamento del salario di produttività di tutte le colleghe ed i colleghi in servizio riceve una soluzione positiva.

Con l’intervento in sede parlamentare, nella manovra di bilancio e su input governativo, viene approvata una norma di legge che integra il Decreto Legislativo n. 157 del 24 settembre 2015 (si veda un nostro intervento in sede di tavolo tecnico nel settembre del 2023).

Quanto sopra a “supporto” e per “favorire” l’attuazione delle misure previste dalla “Riforma Fiscale”, di cui alla Legge 9 agosto 2023 n. 111 e dei successivi decreti legislativi di attuazione.

Con l’introdotta disposizione nel quadro normativo vigente, le Convenzioni con l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di cui all’articolo 59 del Decreto Legislativo n. 300 del 30 luglio 1999, che definiscono appositi obiettivi e specifici indicatori per misurare la produttività delle strutture ed, in particolare, il recupero di gettito e le minori spese assicurati al bilancio dello stato attraverso le attività di prevenzione e controllo, vedono una importante e fondamentale integrazione.

In ragione di questo articolo viene modificato l’articolo 1 del decreto legislativo 24 settembre 2015 n.157, con l’aggiunta di un ulteriore periodo al comma 7 dell’articolo stesso.

Pertanto dall’anno 2026 (decorrenza) le somme attribuibili per l’incentivazione del personale, in deroga all’articolo 23, comma 2 del decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75 (ndr “tetto di spesa per salario accessorio”), possono essere incrementate di una ulteriore quota non superiore al 60 per cento delle risorse individuate con i provvedimenti riferiti all’anno 2025.

Quanto sopra, in misura graduata anche in relazione al miglioramento dei risultati di gettito derivanti dall’attività volta a promuovere l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, dell’attività di controllo fiscale e dell’ammontare dei risparmi di spesa conseguenti a controlli che abbiano determinato il disconoscimento in via definitiva di richieste di rimborsi o di crediti d’imposta.

Ulteriormente, viene aggiunto un nuovo comma, il “7 bis” sempre all’articolo 1 del D.Lgs n. 157 del 2015, con il quale si stabilisce che il 25% delle risorse aggiuntive attribuite alle agenzie fiscali ai sensi della disposizione precedente (che rileva appunto dal sesto periodo del comma 7 ndr), incrementano le risorse variabili dei fondi destinati al trattamento accessorio del personale, anche dirigenziale, e delle posizioni organizzative di cui all’articolo 1, comma 93 della legge 27 dicembre 2017 n. 2025 (le POER).

Ciò in deroga al limite sul trattamento accessorio di cui all’articolo 23, comma 2 del D.Lgs.  n. 75 del 2017.

Per la parte restante, ovvero il 75%, la disposizione prevede che con apposito atto“datoriale” (chiaramente negoziato ndr), le agenzie individuano il personale destinatario che ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi connessi al miglioramento delle attività, le specifiche attività incentivabili, i criteri e la misura delle incentivazioni erogabili, sempre in deroga all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75, tenuto conto degli esiti dei rispettivi sistemi di valutazione e dell’apporto assicurato dalle diverse strutture centrali e territoriali, alla realizzazione degli obiettivi di produttività delle Agenzie.

Infine, con il comma 2 dell’articolo 7 bis, le Agenzie sono autorizzate, sempre in deroga al tetto di spesa sul salario accessorio, ad incrementare le risorse destinate alla remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario svolte dal personale dipendente a decorrere dall’anno 2026, rispettivamente di un ammontare massimo di 5 milioni € per AdE e 3 milioni € per ADM, con oneri a carico dei bilanci delle stesse Agenzie.

In sintesi, rispetto alle somme “incentivanti” assegnate nel 2025, le Agenzie Fiscali vedono aumentare fino ad un massimo del 60% le somme d’interesse, in deroga al tetto di spesa del 2016, e, sempre in deroga, un aumento dei fondi per lo straordinario.

Riteniamo l’intervento normativo “significativo” rispetto alla problematica affrontata con la “Vertenza Fisco”, a riconoscimento della “specificità” e “strategicità” delle strutture fiscali, per l’applicazione/declinazione della “Riforma” nei prossimi anni, ed in ragione dell’impegno quanto-qualitativo delle colleghe e dei colleghi in servizio, Funzionari e Dirigenti.

Viene “ribadito” e “rafforzato” il meccanismo “Principal – Agent”, di cui allo schema Convenzionale MEF – AGENZIE FISCALI “stravolto” da disposizioni che in questi anni hanno disconosciuto il sistema riformato.

Un importante risultato “strutturale” per un impegno “pluriennale” speso a tutti i livelli nella “Vertenza Fisco”, sia politico che sindacale, con il significativo apporto di tutti i quadri sindacali e l’appoggio delle colleghe e colleghi rappresentati.

Roma, 30 dicembre 2025

IL COORDINATORE GENERALE

Valentino SEMPREBONI

AGENZIE FISCALI – Importanti passi in avanti! – Commento del Coordinatore Generale

Commento del Coordinatore 

 

AGENZIE FISCALI 

IMPORTANTI PASSI IN AVANTI!

 

Ritengo opportuno fare un resoconto di fine anno ’25, in ragione dell’impegno speso da tutta la struttura, centrale e territoriale.

Nelle due Agenzie abbiamo “portato a casa” le progressioni economiche (oggi differenziali stipendiali) per l’annualità 2024 (graduatorie pubblicate) e per l’annualità 2025 (accordi definitivi firmati per una decorrenza 1.01.2025).

Un risultato significativo nel panorama della pubblica amministrazione.

L’ADM e le OO.SS. hanno negoziato il FRD 2024, mentre per AdE siamo in attesa della convocazione, consapevoli che parte delle risorse finanziarie sono state assegnate con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze già nel settembre scorso.

Grande attenzione è stata prestata dal Coordinamento sulla “riorganizzazione” dell’ADM nella quale, sia come rappresentanti dei funzionari che dei dirigenti, abbiamo fatto proposte, abbiamo rilevato criticità e monitoriamo costantemente le evoluzioni in atto.

Non abbiamo fatto “sconti”, nella considerazione che la riorganizzazione della strategica struttura è fondamentale per il sistema Paese e per il lavoro delle colleghe e dei colleghi in servizio.

Importanti gli incrementi del personale acquisiti in entrambe le Agenzie, mentre attendiamo una risposta ufficiale per l’innalzamento del livello di risorse umane nelle Dogane/Monopoli, come da richiesta inoltrata all’Autorità Politica.

Fondamentale è la risoluzione della annosa “questione” del salario accessorio e del “tetto” dello stesso.

Con l’intervento normativo di fine anno, dopo una battaglia pluriennale, la cosiddetta “Vertenza Fisco”, è stato “ripristinato”, a nostro parere, il meccanismo prestazioni – controprestazioni, caposaldo del modello delle Agenzie Fiscali, e questo risulta funzionale al completamento del progetto “Riforma Fiscale” che vedrà le due strutture, AdE ed ADM, strategicamente coinvolte nel cambio di “paradigma” voluto dall’Autorità Politica e dal Legislatore.

Un importante risultato per un forte impegno di tutti noi, a tutti i livelli.

Fondamentale la continuità negoziale nei rinnovi dei Contratti di Primo livello, uno degli strumenti che permette la dinamicità dei livelli salariali, pur non avendo recuperato integralmente la “fiammata” inflazionistica “post covid”.

Aperta in ARAN (da dicembre) la trattativa per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025 – 2027, primo anno del triennio, caso più unico che raro nella storia del finanziamento e della regolazione del lavoro pubblico.

Un risultato importante rispetto alla generale “questione” salariale, per la cui risoluzione è fondamentale una più ampia volontà politica che rimetta in “carreggiata” le retribuzioni di tutti i lavoratori italiani, pubblici e privati.

Naturalmente il lavoro da fare è tanto, sopratutto nell’aspetto della declinazione integrativa dei temi contrattuali “attenzionati”, ma è fondamentale accumulare “tasselli su tasselli”, nelle “condizioni date”, a favore delle colleghe e dei colleghi rappresentati.

Come sempre un lavoro corretto, trasparente e “votato” alla tutela dei diritti ed alla soddisfazione delle aspettative di tutti.

Buon anno!

Roma, 30 dicembre 2025

IL COORDINATORE GENERALE

Valentino SEMPREBONI

ENTRATE –  “Tavolo” negoziale del 17 dicembre 2025 

AGENZIA DELLE ENTRATE

 “Tavolo” negoziale del 17 dicembre 2025

PROCEDURA SELETTIVA DI SVILUPPO

ECONOMICO ANNI 2024 e 2025

Procedura annualità 2024 “casi ex aequo” 

Come è noto nell’incontro del 2 dicembre u.s. l’Agenzia delle Entrate portò a conoscenza delle Organizzazioni Sindacali che non era stato possibile pubblicare la graduatoria della procedura in discussione nei tempi previsti, poiché erano risultati oltre 300 “pari merito” e che pertanto era necessario trovare una soluzione condivisa per mettere “a riposo” la procedura nei tempi necessari al fine di poterla salvaguardare.

A tale scopo si impegnava a confrontarsi preliminarmente con gli organi di controllo.

Nell’incontro di ieri 17 dicembre 2025 Parte Pubblica “dettagliava” che i pari merito erano n. 262 Funzionari, a fronte di 16 posizioni assegnabili, mentre gli Assistenti pari merito erano n. 64 per 10 posizioni assegnabili.

Vogliamo ancora ricordare che l’accordo in parola fu sottoscritto definitivamente il 23 dicembre 2024.

Fatta questa doverosa premessa e al fine di superare i casi di parità di punteggio, l’Agenzia ha proposto di applicare ulteriori preferenze dei titoli previsti dall’art. 5, comma 4, del Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, che dovranno essere posseduti, chiaramente, al 1° gennaio 2024.

A tal fine, in via preliminare l’Agenzia procederà alla definizione e pubblicazione della graduatoria fino all’ultima posizione con punteggio non a parimerito; successivamente, saranno richiesti a coloro che si troveranno in posizione di ex aequo, i titoli di preferenza di cui al citato art. 5, comma 4, Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.

La delegazione CONFSAL – UNSA, nel proprio intervento, ha ritenuto di “stigmatizzare” con fermezza i colpevoli ritardi nella gestione della procedura e nel prendere atto di quanto riferito dall’Agenzia e nel supremo interesse dei colleghi coinvolti, ha sottoscritto “l’intesa” proponendo l’individuazione di più puntuali e ulteriori criteri per la procedura 2025 al fine di ridurre al massimo l’eventualità di pari merito.

Procedura annualità 2025

Nella stessa seduta è stato sottoscritto l’Accordo definitivo integrativo stralcio sulla procedura selettiva di sviluppo economico anno 2025, la cui decorrenza economica sarà 01/01/2025.

L’accordo prevede una progressione economica per n. 66 Operatori, per n.1.850 Assistenti e n. 5.188 Funzionari, per un totale di n. 7.104 posizioni che unitamente a quelle previste con la procedura 2024, pari a n. 10.578, portano il totale delle posizioni interessate a n. 17.682.

La delegazione CONFSAL – UNSA è soddisfatta del risultato perseguito e raggiunto, correlato alla quinta operazione di passaggi economici dalla nascita delle Agenzie ovvero di “stabilizzazione” in busta paga di salario accessorio (quinta operazione che al momento è composta da due “tranche” e che sicuramente sarà implementata con le risorse 2026).

Sereno periodo natalizio a tutti. (La delegazione Sempreboni – Vitiello – Sorrentino – Loro – Romeo)

Roma, 18 dicembre 2025

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

 

ENTRATE –  “Tavolo” negoziale del 2 dicembre 2025 

AGENZIA DELLE ENTRATE

 “Tavolo” negoziale del 2 dicembre 2025 

In data odierna tutte le OO.SS. sono state convocate dalla Parte pubblica sulla procedura selettiva di sviluppo economico avente decorrenza 01/01/2024.

Come è noto, eravamo tutti in attesa, entro il 30 novembre u.s., della pubblicazione della relativa graduatoria, cosa non avvenuta.

È bene ricordare che l’accordo definitivo della procedura medesima è stato firmato dalle Organizzazioni Sindacali il 23/12/2024, adeguandolo ai “dettami” degli Organi di controllo.

In apertura dell’incontro la Parte Pubblica ha informato che i tre criteri previsti all’art. 8 dell’accordo definitivo non sono stati sufficienti ad “intercettare” una graduatoria definitiva per i “pari merito”, determinando di fatto un esubero di circa n. 260 posizioni tra i Funzionari e di circa n. 70 posizioni Assistenti.

In pratica sono emerse tutte le criticità già paventate nel mese di settembre 2024, quando le OO.SS. avevano proposto l’inserimento come ulteriore e finale criterio quello dell’anzianità anagrafica che avrebbe risolto l’attuale impasse.

L’intervento della delegazione CONFSAL – UNSA è stato particolarmente critico con l’Agenzia che a distanza di un anno dalla sottoscrizione dell’accordo non è stata in grado di chiudere la procedura con l’emissione della graduatoria nelle tempistiche attese.

Abbiamo chiesto insieme alle altre Organizzazioni Sindacali che l’Amministrazione si facesse garante e parte diligente presso gli Organi di controllo affinché si potesse trovare condivisione e chiudere in tempi brevi la vicenda con una soluzione che veda la possibilità di tenere nella dovuta considerazione tutti i pari merito.

Abbiamo dato la nostra disponibilità ad un confronto “serrato e no stop” per risolvere definitivamente la problematica.

Varie ed eventuali

  • Le OO.SS. saranno convocate a breve per la “questione” POER;
  • Sul Concorso per n. 2.700 Funzionari: n. 463 Lazio (di cui n. 170 per la D.C), i n. 170 saranno assegnati e gestiti per il periodo di prova alla DR Lazio e, quindi, collocati definitivamente solo successivamente;
  • I vincitori del concorso per n. 350 (Roma – Milano) che hanno optato per il concorso n. 2.700 (dove risultano vincitori) riceveranno PEC di convocazione dalla DR Lazio appena saranno comunicati gli elenchi.

Speravamo di non dover trattare ulteriormente l’argomento “passaggi 2024”, CONFSAL – UNSA continuerà a “marcare stretto” l’Agenzia delle Entrate per portare a casa i risultati attesi dai colleghi, mentre è stato, altresì, stigmatizzato, l’atteggiamento tenuto nella “vertenza” Milano/Lombardia.

Da parte nostra massimo sostegno e solidarietà ai colleghi interessati.

Vi terremo informati sul prosieguo della trattativa, che riteniamo avrà, comunque, un esito positivo.

(La delegazione trattante CONFSAL – UNSA Sempreboni – Vitiello – Sorrentino – Loro – Romeo)

Roma, 2 dicembre 2025

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

 

AGENZIE FISCALI – QUOUSQUE TANDEM ABUTERE, CATILINA, PATIENTIA NOSTRA? – Commento del Coordinatore Nazionale

Commento del Coordinatore Nazionale

Commento del Coordinatore Generale ed “alert” per le colleghe ed i colleghi

 

AGENZIE FISCALI 

QUOUSQUE TANDEM ABUTERE, CATILINA, PATIENTIA NOSTRA?

(perdonate la citazione colta, ma a tutto c’è un limite)

Colgo l’occasione di uno scambio verbale di questi giorni per ribadire che il nostro Sindacato da sempre, ha svolto, svolge e svolgerà esclusivamente compiti di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori delle Agenzie Fiscali, senza sé e senza ma.

Nel contempo l’augurio è che TUTTI, ognuno per ruolo istituzionale, facciano “i propri compiti” siano questi “politici”, “amministrativi”, “sindacali”, con l’obiettivo “principe” di salvaguardare la “macchina” fiscale e, nel contempo, valorizzare al meglio, sotto tutti i punti di vista, le risorse umane a disposizione.

Permetteteci di esprimere dubbi al riguardo, osservando quello che succede attorno a noi.

“Tavoli sindacali” saltati, in ossequio ad interpretazioni “capziose”, con l’unico obiettivo di non rapportarsi con i lavoratori ed i loro rappresentanti sui temi di grande interesse, dalla definizione dei carichi di lavoro all’assegnazione del personale, dal funzionamento degli uffici al riequilibrio delle dotazioni e fabbisogni, dalla “logistica” all’impatto sugli obiettivi di “performance”, dal sistema di valutazione al meccanismo incentivante, solo per citare qualche tema di grande rilevanza (compreso la “transumanza” , perdonatemi il termine piuttosto forte, di migliaia di colleghi, colpiti con il “machete” da scelte immobiliari sbagliate e piani di investimento non attivati).

Aggiungiamo, se ve ne fosse bisogno, che quando fa comodo si fa riferimento alle regole contrattuali e quando non fa comodo le regole e gli indirizzi contrattuali sono dimenticati (su tutti “Lavoro Agile”, “Coworking”, “Lavoro su Quattro Giorni”, “Area delle Elevate Professionalità” e potremmo continuare).

Vengono ritenuti irrilevanti e come tali “disconosciute” persino le acclarate criticità osservate sui progetti di reingegnerizzazione (vedi riforma ADM) e, quello che è più incredibile, si fa “proprio” un contesto operativo positivo (da rose e fiori) che non corrisponde alla realtà (basterebbe una seria indagine circa la soddisfazione del personale, anziché il ricorso agli “yes man”).

Saltata la “specificità”, che il top management da anni non ha in alcun modo difeso, si “scaricano” sul personale le evidenti negatività di sistema, con la “pretesa” che il personale medesimo debba portare a casa risultati sempre più importanti e “qualificanti”, come si dice in gergo “a gratis” (perché ad obiettivi “super” dovrebbero corrispondere incentivi “seri” come dovrebbe essere nel rapporto convenzionale “principal – agent”).

Quindi, riprendendo il titolo del commento, il tempo è scaduto, le “linee rosse” sono state “oramai” oltrepassate

Il Coordinamento Agenzie Fiscali di CONFSAL – UNSA attende precise risposte a note invitate (sul Sistema relazionale, sulle Poer – Area EP, sulle Valutazioni ecc.), note certamente elaborate non a “cuor leggero”, perché a quelle risposte datoriali (riteniamo “negative”, oramai conosciamo i nostri interlocutori) dovranno corrispondere precise azioni sindacali a difesa dei diritti, degli interessi e delle aspettative dei rappresentati, naturalmente nessuna azione tutoria esclusa.

E tutto ciò non nell’alveo “del tanto peggio tanto meglio”, come potrebbe, invece, far comodo a qualcuno anche se non soprattutto sul piano politico, bensì a salvaguardia dell’intero Sistema Fiscale che deve ulteriormente “modernizzarsi” e “qualificarsi”, come già avviato con il modello Agenzie Fiscali ed inopinatamente bloccato da chi lavora, da sempre, contro questo obiettivo.

CONFSAL – UNSA non permetterà questo “scempio” e lavorerà per far si che la macchina fiscale ed i “lavoratori del fisco” possano essere messi nelle condizioni di lavorare al meglio, per la collettività e per sé stessi.

A buon intenditore poche ma precise parole.

Roma, 23 novembre 2025

IL COORDINATORE GENERALE

Valentino SEMPREBONI

 

ENTRATE – Incontro del 12.11.2025 – Applicazione art. 78 CCNL e ricadute del sistema VA.L.E. sulla erogazione del salario accessorio

AGENZIA DELLE ENTRATE

Incontro del 12.11.2025

Applicazione art. 78 CCNL e ricadute del sistema VA.L.E. sulla erogazione del salario accessorio (Fondo Risorse Decentrate)

 

Il 12 novembre 2025 si è tenuta una riunione del “Tavolo Nazionale” avente, come unico punto all’ordine del giorno, i criteri di distribuzione del premio relativo alla performance individuale del personale attraverso l’applicazione del sistema di valutazione (VALE).

In premessa, la Parte Pubblica ha ribadito che è obbligatorio per l’Agenzia delle Entrate varare un accordo sui criteri di distribuzione del FUA che “differenzi” i premi in base alla valutazione della performance individuale conseguita dal singolo lavoratore.

In caso contrario la Funzione Pubblica non sarà più disposta ad autorizzare la distribuzione dei fondi.

In primo luogo, come già rappresentato da CONFSAL – UNSA, la norma impone l’applicazione dell’art. 78 CCNL, che prevede una “maggiorazione” del premio individuale per i lavoratori che hanno ricevuto valutazioni più elevate.

La Direzione dell’Agenzia propone una percentuale di lavoratori a cui attribuire la maggiorazione, pari al 5% del personale in servizio nell’anno di riferimento, asserendo che questa è risultata essere nel 2024 l’aliquota di lavoratori che ha conseguito una valutazione pari a 3.3 (eccellente).

CONFSAL-UNSA si è dichiarata disponibile ad individuare una aliquota di “eccellenti” a cui attribuire la maggiorazione del premio del 30% (il minimo previsto dalla norma), ma ha proposto un valore percentuale compreso tra l’1% ed il 3% del personale, in quanto sono le stesse declaratorie delle competenze a collegare l’eccellenza a performance straordinarie, assolutamente “superiori” rispetto alla media e non comunemente rinvenibili.

Peraltro, occorre ricordare che il monte salario accessorio distribuibile al personale è fisso e la maggiorazione del 30% da attribuire agli eccellenti, prelevata in prededuzione, produce una riduzione del Fondo residuo da distribuire a tutti i lavoratori non eccellenti, con ricadute sugli importi dei singoli.

In pratica più è alto il numero di eccellenti, più si riduce il FUA da distribuire alla generalità del personale.

In secondo luogo, la Direzione di AdE ritiene fondamentale, per ottenere l’autorizzazione alla distribuzione del FUA, differenziare i premi per la performance individuale tenendo conto, altresì, delle valutazioni intermedie conseguite. Di tal guisa propone l’applicazione di un coefficiente crescente da applicare a seconda che la singola performance sia stata valutata adeguata, più che adeguata o eccellente. Rispetto a questa proposta abbiamo ribadito che CONFSAL-UNSA non è contraria alla valutazione ed alla declinazione della stessa nei livelli di premialità, ma abbiamo aggiunto che si potrà arrivare a questo obiettivo solo quando il VA.L.E. sarà completamente “condiviso” dai lavoratori.

Abbiamo, pertanto, proposto di continuare a lavorare, anche nei gruppi di lavoro paritetici, per apportare le modifiche atte ad “oggettivizzare” la valutazione delle competenze.

È fondamentale, infatti, che il lavoratore sappia con precisione quale comportamento sarà valutato adeguato nella capacità, ad esempio per citarne una, di “collaborazione e lavoro di squadra”; e quale comportamento “agito” sarà, invece, valutato più che adeguato o eccellente.

Una osservazione postuma, che non poggia su alcun metro oggettivo ma risiede nella pura sensibilità del valutatore, non può essere sufficiente per consentire la “riduzione” del nostro salario accessorio.

Come abbiamo più volte affermato, la contrattazione nazionale dell’Agenzia delle Entrate negli anni ha perfezionato un sistema virtuoso di attribuzione del salario accessorio che “distribuisce” il premio per la performance individuale sulla base di due criteri:

  • La partecipazione al raggiungimento degli obiettivi di Convenzione da parte dell’Ufficio di appartenenza;
  • La complessità della mansione svolta dal singolo e la gravosità delle responsabilità a questa correlate.

Pertanto, solo laddove questi due principi venissero preservati, ci siamo detti possibilisti rispetto all’introduzione di un ulteriore elemento che, a parità di mansione svolta nello stesso Ufficio, differenzi il premio a seconda della valutazione percepita.

Tuttavia, considerate le già indicate criticità del sistema VA.L.E., potremmo accogliere tale differenziazione a condizione che l’impatto non sia “pesante”.

Al di là delle dichiarazioni demagogiche che leggiamo sui comunicati della solita Sigla Sindacale, ricordiamo a tutti noi che un accordo deve sempre trovare la soddisfazione di tutte le Parti negoziali; pertanto, se si giungesse all’introduzione di un nuovo criterio che consentisse al contempo la distribuzione dei fondi e la salvaguardia delle somme “storicamente” percepite da tutto il personale, riteniamo che si dovrà guardare con interesse ad una ipotesi di sottoscrizione.

Parte Pubblica, nella discussione sviluppata durante i numerosi incontri sul tema, ha dimostrato di non avere preclusioni di principio e di voler perseguire una soluzione condivisa della vertenza, ciò si evince anche dalle diverse modifiche “migliorative” della prima bozza rassegnata ad agosto.

Così come fatto in sede di sottoscrizione del CCNL, che ha garantito ai lavoratori un passo avanti in termini di diritti, giuridici ed economici, anche in merito all’accordo in “questione” opereremo liberi da approcci pregiudiziali e propagandistici e nello “stile” UNSA improntato alla correttezza ed al perseguimento della crescita dei lavoratori del Fisco.

(La delegazione trattante Sempreboni – Vitiello – Loro – Romeo – Sorrentino)

 

Roma, 16 novembre 2025

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

AGENZIE FISCALI – CCNL FUNZIONI CENTRALI 2022-2024 – Per una sigla semplicemente una adesione ad un contratto già stipulato

AGENZIE FISCALI
CCNL FUNZIONI CENTRALI 2022-2024

Per una sigla semplicemente una adesione ad un contratto già stipulato

Il titolo del presente comunicato dice tutto quello che deve dire. Le regole sono scritte e sono consolidate.

Chi non firma un CCNL e poi decide di farlo, in sede ARAN sottoscrive per “adesione” il relativo contratto, senza sè e senza ma.

Per le questioni politiche rivolgersi ad altro tavolo, in questo momento come veicolo normativo il riferimento è alla Legge di Stabilità 2026.

In sede parlamentare ed a seguito di Audizione, la CONFSAL ha rappresentato le istanze della nostra Federazione UNSA ovvero la necessità di “colmare” la distanza con il privato impiego abbassando la percentuale di tassazione ed ampliando il limite del salario accessorio a cui si applica (secondo il bollinato schema normativo all’esame € 800,00 salario –  e 15% tassazione, rispetto a € 5.000 e 1%  del privato), nonché la richiesta di prevedere nella stessa Legge di bilancio la “detassazione” degli aumenti contrattuali per la tornata 2025 – 2027, come già declinato sempre per il privato impiego.

Solo alcuni degli interventi richiesti, unitamente a TFR/TFS e quant’altro.

Per i colleghi attenti e professionali, la “stragrandissima” maggioranza, rimandiamo alla Dichiarazione congiunta n. 10, parte integrante del Contratto sottoscritto il 27 gennaio 2025, in merito ai temi del graduale superamento dei tetti del salario accessorio in tutti i comparti di contrattazione, sul welfare integrativo, sulle agevolazioni fiscali sui premi di produttività, sugli strumenti normativi per lo sviluppo delle carriere, sulla formazione e sul rafforzamento degli istituti partecipativi nell’ambito delle relazioni sindacali.

Importante, diremmo fondamentale, il riferimento alla continuità della contrattazione anche alla luce degli stanziamenti previsti nel DPB per il 2025-2027 e nel disegno di legge di bilancio per l’anno 2025.

Non siamo stati dei visionari bensì abbiamo semplicemente riportato i qualificati temi che erano e sono in trattazione tra datore di lavoro pubblico (e la politica) ed i sindacati firmatari (all’epoca).

TUTTO IL RESTO, COME SEMPRE, E’……. NOIA.

 

Roma, 14 novembre 2025

 

IL COORDINATORE NAZIONALE
Valentino Sempreboni

 

AGENZIE FISCALI – Richiesta di intervento

Al Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze
on. prof. Maurizio Leo

e p.c.
Al Direttore Generale delle Finanze
dott. Giovanni Spalletta

Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
dott. Vincenzo Carbone

Al Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
dott. Roberto Alesse

AGENZIE FISCALI

Richiesta di intervento

Illustrissimo Sig. Vice Ministro,

la presente per chiedere un suo autorevole intervento sull’intera materia riguardante l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Come Le è noto, la Scrivente O.S., una delle più rappresentative del settore, conduce da anni, unitamente ad altre OO.SS., una “battaglia” in merito al salario accessorio correlato con gli obiettivi delle rispettive Convenzioni triennali tra Agenzie e MEF.

Come da accordi assunti ad inizio d’anno, siamo in attesa di una convocazione/audizione presso i suoi Uffici per “terminalizzare” il progetto di revisione e modifica del sistema incentivante il personale, anche alla luce del completamento del processo di riforma del fisco che chiede alle due Agenzie impegni significativi e fortemente “impattanti” nella prospettiva del “riequilibrio” dei rapporti tra Stato e cittadini/contribuenti/fruitori di servizi ad alto valore aggiunto per il sistema Paese.

Sono richiesti sempre più maggiori investimenti in personale, tecnologie, immobili e moderni modelli organizzativi in grado di rispondere alle sfide che l’Autorità Politica declina agli apparati amministrativi e quindi, al personale in servizio.

La creazione delle Agenzie Fiscali, di cui al D. Lgs n. 300/1999, aveva introdotto forti elementi caratterizzanti il nuovo rapporto con la “macchina fiscale” ovvero significativi incrementi di “produttività” individuale e di struttura, e forti fattori di efficienza, efficacia e funzionalità delle strutture interessate.

Il processo di cui sopra ha, successivamente, subito importanti rallentamenti se non, addirittura, un “blocco”, essendo venuti meno tutti gli elementi caratterizzanti la specificità e la diversità del modello adottato “Principal / Agent”, caso più unico che raro di riforma dell’apparato amministrativo pubblico.

Considerazione che si rafforza alla luce dei “nuovi “obiettivi e della complessiva “visione” che l’Autorità Politica oggi esprime.

Quanto sopra chiede a gran voce una “nuova” fase nella quale il modello “Agenzie Fiscali” deve essere rilanciato e rafforzato, proprio quale aspetto “fondante” del nuovo e più moderno rapporto con la collettività e gli operatori.

Osserviamo, oggi, diffuse criticità correlate con il livello delle risorse umane, soprattutto in ADM ma anche in AdE, in ragione di importanti processi riorganizzativi che la scrivente, nel fornire utili contributi alla “causa”, condivide e ritiene di appoggiare con forza, nella speranza che le diverse criticità “territoriali” (tra l’altro oggetto anche di azioni di proteste) possano finalmente essere affrontate e positivamente risolte.

Si segnala su tutti lo stato di agitazione del personale nell’Agenzia delle Entrate su Milano, per le problematiche riguardanti gli immobili adibiti ad uffici, lo sciopero nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro (RC), per le diverse problematiche di un importante presidio di legalità ed altre importanti situazioni (sciopero a Como in ADM, prossime manifestazioni su altri territori).

Il personale tutto segnala grandi carichi di lavoro, difficoltà logistiche, necessità di conciliazione vita-lavoro ma, soprattutto, l’adeguamento del salario accessorio alla più elevata e qualificata attività quotidianamente posta in essere.

Investimenti in tecnologie, anche in ragione del rapporto specifico con il “partner tecnologico Sogei”, nell’immobiliare, per uffici sempre più moderni e funzionali, nei nuovi modelli organizzativi, per adeguare l’operatività ai nuovi e strategici compiti assegnati, sono fondamentali per la “finalizzazione” della “riforma fiscale” attesa da cinquanta anni e che Lei sta delineando con autorevolezza, quale espressione delle scelte politiche effettuate.

Le Risorse Umane non possono che essere il “cardine” del progetto, a presidio della “democrazia fiscale” e per quel “salto di qualità” che la cittadinanza chiede a gran voce.

La Scrivente CONFSAL – UNSA contribuirà, con gli strumenti a disposizione, alla “riuscita” dell’operazione, nella consapevolezza che gli aspetti citati sono, nei fatti, una precondizione per un qualificato ed importante processo di crescita economica e sociale dell’intero Paese.

Per tutto quanto sottolineato, CONFSAL – UNSA è pronta ad essere “audita” e ad offrire qualunque utile e positivo contributo.

Con i più cordiali saluti.

Roma 7 novembre 2025

 

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

 

ENTRATE – Ipotesi di accordo sugli incentivi per funzioni tecniche

AGENZIA DELLE ENTRATE

Ipotesi di accordo sugli incentivi per funzioni tecniche

CONFSAL – UNSA NON FIRMA!

 

Nell’incontro del 29 ottobre 2025, è stata proposta alle OO.SS. una “nuova” ipotesi di accordo in materia di incentivi per le funzioni tecniche art. 113 del D. Lgs. n. 50/2016 che la CONFSAL – UNSA non ha firmato, apponendo una nota a verbale.

La posizione ricalca quanto “acclarato” nella giornata del 23 luglio 2024 (si veda il relativo comunicato).

Con nota a verbale la CONFSAL – UNSA ritiene che il Fondo Incentivi Funzione Tecniche, sebbene con destinazione specifica ai lavoratori impegnati nella gestione degli “appalti pubblici”, debba essere incluso nel FRD (fondo risorse decentrate), così come raccomandato dal MEF (con parere MEF – RGS prot. 225928 del 12.09.2023).

In tale modo si potrebbero agevolmente allineare i criteri di distribuzione di tali incentivi a quelli adottati per il FRD, come previsto dalla legge, anche in termini di garanzie per i lavoratori coinvolti.

Nel testo proposto la procedura di attribuzione degli incentivi tecnici appare eccessivamente semplificata.

Nel corso dei mesi la CONFSAL – UNSA ha chiesto la produzione di dati puntuali per singolo anno ma la richiesta non è stata soddisfatta, anzi è stato proposto un unico accordo quadriennale (2016-2019) senza distinzione del fondo per singolo esercizio.

Ulteriormente il nostro Sindacato ha chiesto impegni precisi in merito alle regole di accesso al servizio ed in merito ai criteri di rotazione, al fine di garantire “pari opportunità” nell’attribuzione degli incarichi.

Il testo sottoposto alla firma non ha soddisfatto le nostre richieste.

La trattazione separata della tematica rispetto all’attribuzione del FRD ed il forte disallineamento informativo sui dati relativi alle funzioni tecniche, non consente di apprezzare a fondo, in questa fase, i criteri di meritocrazia e di diversificazione del premio in base alla complessità delle mansioni e dei risultati raggiunti dai lavoratori.

Appare opportuno ribadire, in questa sede, quanto già espresso con il nostro comunicato del 29 luglio 2024.

“Tutte le funzioni vanno incentivate e, infatti, già dalla nascita delle Agenzie Fiscali abbiamo coinvolto tutti i colleghi e tutti i mestieri (con un grado diverso di apprezzamento). Un segno di massima attenzione e grande consapevolezza, senza esclusione/emarginazione alcuna.”

Il legislatore nell’elaborare una norma per la specifica incentivazione delle funzioni tecniche esercitate in tutta la Pubblica Amministrazione è “tornato” diverse volte sul tema, con vari orientamenti (in ultimo con il Decreto Legislativo n. 36/2023 – art. 45 e successive modifiche D. Lgs n. 209 /2024 e DL n. 73/2025 – Codice degli Appalti).

Il “nuovo” quadro normativo, non impone più l’adozione di un apposito regolamento e la costituzione di un apposito fondo quale condizione essenziale ai fini del riparto degli incentivi, ma dispone che le amministrazioni si regolino, in tale ambito, secondo i propri ordinamenti (ANAC-Comunicato del Presidente approvato dal Consiglio il 7 maggio 2025).

Pur rilevando il grande ritardo temporale circa l’individuazione e la distribuzione degli incentivi in esame, certamente non imputabile alla parte sindacale, CONFSAL – UNSA, nel ribadire comunque che le funzioni in esame sono già state regolarmente apprezzate con lo strumento FRD (e questo al di là di una specifica fonte di finanziamento incentivante), non può che ritenere non superabili le considerazioni sopra espresse circa l’apprezzamento delle condizioni “basiche” per la sottoscrizione di un accordo, con l’augurio che l’intera materia venga “trattata” diversamente, anche per il contributo che una Organizzazione Sindacale può e deve fornire (e non solo osservare).

(La delegazione trattante CONFSAL – UNSA Sempreboni – Vitiello – Loro – Romeo – Sorrentino)

 

Roma, 30 ottobre 2025

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

ADM – Riorganizzazione e Posizioni Organizzative

Settore ADM
Riorganizzazione e Posizioni Organizzative

 

Con il confronto sui criteri di conferimento delle posizioni organizzative (PO – art. 17 CCNL 2022-2024) si è giunti al completamento delle operazioni, iniziate tre anni fa, per l’attuazione della riorganizzazione di ADM che, oltre a prevedere l’accorpamento degli uffici ex aams, ha anche ridisegnato la configurazione dell’Agenzia con l’individuazione di 72 UADM (al posto degli 84 UD e dei 16 UM.
Nell’ambito delle Direzioni territoriali (sia a strutturazione regionale che interregionale), dopo le poco comprensibili variazioni in riduzione delle posizioni dirigenziali del periodo del DG Minenna, sono stati previsti gli Uffici Tecnici (con incombenze Accise, Dogane e Monopoli nonché Legale-Contenzioso), sono sorti ex novo Uffici Laboratori, mentre gli Uffici Antifrode hanno perso la caratteristica “centro-periferia” e gli Uffici Servizi Generali sono stati strutturati in tre Aree ( Personale, Informatica, Amministrazione).
Nella sfera degli UADM insistono anche 177 unità operative esterne (Aree territoriali, Distaccamenti).
La nostra Organizzazione Sindacale, nel corso del pluriennale confronto ha, di volta in volta, presentato formalmente documenti con osservazioni che evidenziavano varie criticità: de-quotazione di 16 UD, pesatura dei vari Uffici con l’utilizzo di un algoritmo in cui gli indicatori non sempre sono stati illustrati in modo puntuale dando l’impressione di un utilizzo parziale degli elementi, mancata esplicitazione del chi fa cosa, esclusione ai fini PO dei 63 Reparti inizialmente riscontrabili nella mappatura degli Uffici.
È notorio che l’incombenza dell’organizzazione degli uffici (D.Lgs.165/2001) ricade sull’Amministrazione, ma la contrattazione collettiva nazionale di lavoro (CCNL) prevede l’organismo paritetico per l’innovazione (OPI) per realizzare “una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali (…) su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’amministrazione”. Alcuni incontri in sede OPI e le informative sulla riorganizzazione sono stati formalmente realizzati, peccato che le osservazioni sulle rilevate criticità non sempre hanno avuto seguito. Fra cinque giorni verrà avviata la Riorganizzazione ma si ha l’impressione che si navigherà a vista e ciò appare quanto meno bizzarro anche alla luce della sperimentazione effettuata in seno agli uffici della DT Emilia Romagna-Marche.
A parte la défaillance di non essere ancora noti i dirigenti di 2^ fascia titolari degli Uffici, sembra che le infrastrutture informatiche non siano completamente calibrate e nei rapporti tra i vari Uffici non sempre sarebbe chiaro chi deve fare cosa. In alcuni casi si parla di “avvalimento” (a mo’ del contratto tra impresa ausiliaria e ausiliata): tutto ciò sia per una mancanza della necessaria e diffusa formazione “sul campo” nonché per mancanza di Personale, ricordando, peraltro, che molti Dipendenti negli ultimi anni sono andati in quiescenza senza poter trasferire ad altri le proprie competenze.
Nel processo riorganizzativo, a volte si è avuta la sensazione che per le relazioni sindacali lo svolgimento sia stato “rallentato” da una strutturazione degli uffici “decisionali” non consona all’immediatezza dialettica.
L’ultimo atto relativo al confronto sui criteri di conferimento delle PO (dopo il confronto sulla graduazione delle PO e a seguito dell’ipotesi di accordo sul finanziamento delle medesime) ha visto un ulteriore sforzo sindacale per giungere ad una “proceduralizzazione” del conferimento delle PO, in base a requisiti culturali e alle attitudini e capacità professionali, in relazione alla natura e alle caratteristiche degli incarichi.
Si ricorda che per l’individuazione dei criteri in parola è previsto il “confronto sindacale” attraverso il quale si instaura un dialogo sulla materia in trattazione per l’espressione di valutazioni sulle misure che l’amministrazione intenderà adottare.
Il confronto, ha alla fine, portato all’individuazione dei requisiti di partecipazione illustrati dal Direttore del Personale ed evidenziati nell’allegata tabella.
Partendo da una “tabella di lavoro”, fornita dall’Agenzia in precedenza, dopo lungo dibattito tra OO.SS ed Amministrazione si è giunti a prevedere due tipologie di requisiti e un colloquio con un valore di 20 punti cadauna:
A) requisiti culturali e professionali per complessivi punti 20 per titoli di studio ed incarichi;
B) esperienza acquisita, sempre per complessivi 20 punti, con 0,80 per ogni anno di ruolo come funzionario nell’Agenzia e 0,40 come assistente mentre 0,20 per ogni anno come funzionario in altre PP.AA;
C) Il colloquio conoscitivo e professionale che può giungere fino a 20 punti.
Possono partecipare alla procedura coloro che hanno tre anni di anzianità di servizio nei ruoli dell’Agenzia. Non si procederà a tener conto della valutazione. Le PO saranno assegnate a dipendenti dell’ufficio di appartenenza e si potrà partecipare per non più di due posizioni organizzative. Al colloquio accederanno i primi cinque candidati ovvero per parità di punteggio con l’ultimo ammesso. Le PO verranno assegnate per tre anni e potranno essere revocate per quanto previsto dal comma 5 dell’art. 17 del CCNL vigente.
La nostra Delegazione, come da verbale di confronto, aveva espresso il parere di non prevedere sbarramenti per la partecipazione alla procedura; attribuire un punto per ogni anno in ADM sia per i funzionari che per gli assistenti ed egualmente per il servizio in altre PP.AA. con una eventuale differenza massima di 0,20; mantenere nella tabella dei titoli la valutazione degli ultimi due anni.
Gli incontri sindacali riguardo alle posizioni organizzative sono stati abbastanza intensi e si vuol ricordare che si è giunti ad individuare ben 1.053 PO per un impegno di spesa di € 3.930.000 che in base all’atto di costituzione provvisoria del FRD/2025 (prot. 20776/RI del 29 settembre 2025) – che presenta risorse “certe e stabili” per € 110.051.531- consente di finanziare le posizioni organizzative e professionali in parola.
Si sottolinea che l’importo di € 110.051.531 non comprende le ulteriori somme delle “risorse variabili” che in diverse modalità confluiscono nel Fondo Risorse Decentrate (FRD) incrementandolo congruamente e ulteriormente.

Roma, 27 Ottobre 2025

La Delegazione Confsal-Unsa

IL COORDINATORE NAZIONALE AGENZIE FISCALI

Valentino Sempreboni

 

ENTRATE – PO – SOLLECITA ATTIVAZIONE DEL TAVOLO DI CONTRATTAZIONE

AGENZIA DELLE ENTRATE

PO – SOLLECITA ATTIVAZIONE DEL TAVOLO DI CONTRATTAZIONE

 

 

Spettabile Direzione Centrale Risorse Umane

dott.ssa Laura Caggegi

 

OGGETTO: Agenzia delle Entrate: sollecita attivazione del tavolo di contrattazione relativo all’accordo sul finanziamento delle P.O. ex art. 15 CCNL

In data 1° agosto 2025, durante l’ultima riunione sindacale precedente alla sospensione dei lavori per la pausa estiva, la scrivente Sigla formalizzò la richiesta di apertura di un tavolo avente all’oggetto una nuova sessione di contrattazione sulle Posizioni Organizzative.

Tra gli elementi su cui discutere elencammo:

– La sopravvenuta esigenza di implementare il numero di posizioni, tenuto conto che il rapporto tra il capo team e le risorse coordinate auspicato nell’ordine di 1 a 8 è stato immediatamente disatteso da un repentino ed abnorme incremento di personale immesso in servizio all’esito dei concorsi dell’ultimo biennio;

– Le criticità prodotte dal criterio della “onnicomprensività” delle indennità, che in alcuni casi, vedi le SAM, hanno portato al paradosso per il quale il responsabile dell’unità organizzativa percepisca indennità sensibilmente inferiore a quella dei funzionari dallo stesso coordinati.

Peraltro, Parte Pubblica si era già mostrata sensibile al tema con la nota 0211958 dell’8.05.2025, in cui si dichiarò immediatamente disponibile ad una nuova sessione di contrattazione per modificare alcuni aspetti dell’accordo su cui condivideva l’esigenza di intervenire.

Tenuto conto delle problematiche in essere e della condivisa volontà di intervento, con la presente CONFSAL-UNSA chiede di calendarizzare, nel primo incontro utile del tavolo nazionale, una sessione di contrattazione sulle Posizioni Organizzative di cui all’art. 15 CCNL.

Fiduciosi in un celere riscontro si porgono cordiali saluti.

Roma, 22 ottobre 2025

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

ENTRATE – SISTEMA RELAZIONALE – NOTA AL CAPO DIVISIONE RISORSE E ALLA DIRETTRICE CENTRALE RISORSE UMANE

AGENZIA DELLE ENTRATE

SISTEMA RELAZIONALE – NOTA AL CAPO DIVISIONE RISORSE E ALLA DIRETTRICE CENTRALE RISORSE UMANE

 

 

All’attenzione del Vice Direttore

dott. Antonio Dorrello

All’attenzione della Direttrice del Personale

dott.ssa Laura Caggegi

Egregio Direttore ed Egregia Direttrice

a seguito di una “recente” e “domestica” interpretazione del CCNL – Funzioni Centrali assolutamente “disallineata” dal modello organizzativo dell’Agenzia, nonché dalla “storia” delle relazioni sindacali e dal “concreto” svilupparsi del sistema medesimo (almeno fino a ieri), interpretazione che CONFSAL – UNSA contesta “in toto”, rimandando al mittente l’esercizio medesimo, la scrivente O.S. prende atto che sull’intero territorio nazionale, quale effetto “a cascata”, si sono bloccate riunioni regionali di approfondimento (sotto i diversi aspetti sindacali).

Evitiamo in questa sede di “esercitarci” sulle motivazioni alla base di questa posizione.

Ricordiamo che nell’ultimo CCNI Agenzia Entrate, di cui al “primo” CCNL Agenzie Fiscali di riferimento, il livello “intermedio” relazionale era stato formalmente previsto.

Con la creazione del Comparto Funzioni Centrali, la specificità correlata con il modello organizzativo ed operativo delle Agenzie, che prevede la presenza delle Direzioni Regionali aventi strategiche funzioni di Coordinamento e Direzione, solo apparentemente il richiamo al livello “intermedio” sembra non essere presente (anche perché nell’ex comparto ministeri tale livello non è mai esistito).

A parere della CONFSAL – UNSA la norma dell’integrativo richiamata è perfettamente valida, fino a quando le parti non intendano “disdettarla”.

Con la presente la Scrivente ribadisce, se ve ne fosse il caso, la validità di quella “regola” a suo tempo firmata e chiede, nel contempo, alla Direzione dell’Agenzia di esprimersi a tal riguardo.

Solo in via totalmente subordinata e per mera formalità, la CONFSAL – UNSA è disposta a ri-sottoscrivere nuovamente una “regola contrattuale integrativa” che preveda un livello intermedio “regionale” del sistema relazionale sindacale, finalizzata a ribadire la “coerenza”, la “funzionalità” ed “efficacia” del pieno svilupparsi del rapporto OO.SS. ed Agenzia, in ragione del modello organizzativo in essere.

Roma, 22 ottobre 2025

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni

 

 

Conferenza dei Quadri sindacali UNSA – Intervento del Coordinatore Generale Agenzie Fiscali

CONFERENZA DEI QUADRI SINDACALI UNSA

INTERVENTO DEL COORDINATORE GENERALE AGENZIE FISCALI

ISCHIA (NA) 17 – 19 ottobre 2025

Richiamo integralmente i miei interventi degli ultimi due anni perché sostanzialmente attuali.

Segretario, Colleghe e Colleghi, Amici

Nel quadro generale di riferimento

MANOVRA DI BILANCIO

il Governo, come già precedentemente espresso, si muove su un “sentiero” strettissimo e difensivo per le oggettive condizioni del Bilancio pubblico, con specifico riferimento ai “parametri” di rientro dal deficit strutturale.

Il percorso di risanamento dei conti pubblici in cinque anni (intera legislatura europea) dovrebbe portare il deficit a 1,8% del PIL, con una crescita dell’avanzo primario (risparmio pubblico al netto degli interessi) fino a 80 miliardi € (nel 2029) e con una riduzione di almeno tre volte l’aumento della spesa primaria rispetto al passato.

L’entità della manovra 2026 non supererà i 18,7 miliardi di euro.

In questo quadro sembrano non esserci spazi per la detassazione degli aumenti dei contratti nazionali, né tantomeno per “tredicesime”, e le uniche misure andranno, probabilmente, nella direzione del rafforzamento della contrattazione di secondo livello (integrativa), magari con un primo segnale di ”detassazione”, ovvero su “fringe benefit” (forse un aumento del valore del buono pasto) e welfare aziendale.

Il Governo, dopo gli interventi strutturali sul “taglio” del cuneo contributivo fino a 40 mila euro, intende procedere nel percorso di “meno tasse ai ceti medi e più salari” (al momento, purtroppo, solo uno slogan).

Il regime di bassi salari, la “stasi” dei consumi, un carrello della spesa che corre più del doppio dell’indice generale dell’inflazione, le famiglie che preferiscono risparmiare piuttosto che spendere, i giovani che se ne vanno all’estero perché le nostre “paghe” sono troppo basse, questo è il quadro negativo nel quale ci si muove.

Tutti problemi che non si possono certo affrontare in una sola Legge di Bilancio, né certamente con una tornata di rinnovo contrattuale, ma il raffreddamento delle tensioni sociali richiede la combinazione di più interventi tra dimensione pubblica e privata.

Da un lato, l’abbattimento dell’aliquota Irpef e dall’altro lato, la sollecitazione di un contributo alle banche (stimato nell’ordine di circa 4,5 miliardi di euro per il 2026 e probabilmente per complessivi 10 miliardi nel triennio – in corso un discreto “pressing”) e la spinta agli industriali per l’aumento delle “paghe”.

Trattasi di un combinato ambizioso per “attenzionare” al meglio le problematiche interne.

Completerebbero la manovra (documento presentato al Consiglio dei Ministri del 14 ottobre scorso), due miliardi di euro per favorire l’adeguamento salariale al costo della vita (stanziamento 2026), tre miliardi e mezzo per la famiglia ed il contrasto alla povertà, la revisione della disciplina per il calcolo dell’Isee (intervento sul valore della casa e sulle scale di equivalenza), rifinanziamenti per la sanità per interventi già previsti l’anno scorso dalla legge di bilancio ed interventi finalizzati al sostegno delle imprese e per favorire gli investimenti in beni materiali (il cosiddetto “superammortamento” per 4 miliardi).

La priorità, pertanto, sembra quella di modificare le aliquote IRPEF per circa 13 milioni di contribuenti, con un reddito tra i 28mila euro e 50mila annui attraverso la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33,0%, con la possibilità futura di intervento fino ai redditi di 60 mila annui (al momento con molti dubbi).

Sull’effetto concreto di questa modifica le valutazioni sono di alcuni euro per le fasce più basse e qualche decina di euro per le altre (qualche analisi tecnica individua anche in 120 € al mese per le fasce di reddito più alte e da qui la rimodulazione per ridurre l’impatto), mentre il costo globale della misura è stimato in circa 9 miliardi di euro nel triennio 26/29 (sembrerebbe, quindi, una misura compatibile con il percorso di rigore delineato).

Chiarissima, invece, l’attenzione politica all’allargamento della base politica di riferimento, con l’appoggio di alcuni importanti corpi intermedi (anche sindacale).

Diciamo subito che l’intervento strutturale sull’IRPEF è un approccio corretto e compatto, diversamente dai “bonus” e dalle “medagliette” a favore di gruppi specifici, pur in un contesto nel quale la crescita del PIL è “bassissima” ed i consumi piatti.

Ma una importante ricerca tecnico-economica evidenzia che l’inflazione negli ultimi anni ha determinato un aggiustamento fiscale di circa 50 miliardi di euro, con la metà dovuta al “fiscal drag” perché, come è noto, l’inflazione fa salire le basi imponibili.

Quindi se è corretto che il Governo cerchi di restituire al ceto medio una frazione dell’aggiustamento, sarebbe più giusto indicizzare le aliquote per evitare il “rumore” di tagliare le tasse mentre lo Stato aumenta il prelievo grazie proprio al “fiscal drag”.

Per altro, diversi esperti ritengono che non si possa più intervenire sul cuneo fiscale e che si debba sciogliere il “nodo” dei salari.

Vi sarebbe, quindi, la necessità di riformare le relazioni industriali, con lo spostamento dei “pesi” sulla contrattazione aziendale, al fine di intercettare e consentire gli incrementi di produttività, ma il progetto dovrebbe essere ancora più ampio comprendendo salario minimo, politiche attive del lavoro, mobilità della forza lavoro verso aziende a maggiore produttività (tra l’altro quelle tecnologicamente più avanzate).

Tutte azioni che, concretamente, mancano da decenni.

Il superamento del lavoro “povero” avrebbe un immediato effetto sui consumi, così come avrebbero lo stesso effetto misure di detassazione su salari accessori e “tredicesime”, nonché concreti sostegni alle famiglie (ad esempio con il Piano Casa).

Effetti benefici deriverebbero, altresì, da interventi “massicci” sull’allargamento delle basi imponibili e sulla lotta all’evasione fiscale (livello di evasione che comunque si è ridotto negli ultimi anni), dal concordato preventivo biennale all’ulteriore sforbiciata delle “tax expenditures”, nella consapevolezza che il debito pubblico ha superato i 3.000 miliardi € .

Chiarissima la necessità di aumentare la base occupazionale stabile, soprattutto giovanile e femminile, nonché l’aumento della produttività del fattore lavoro ed il riequilibro dei rapporti di forza tra il fattore capitale ed il fattore lavoro.

Deve essere affrontata, una volta per tutte, la strategica “questione salariale”, dando “priorità”, in primis, alla continuità dei rinnovi contrattuali (si veda la concreta previsione sulla tornata 2025 / 2027 e 2028 / 2030 per il pubblico impiego).

Deve, quindi, essere esercitata tutta l’azione della Confederazione per avviare questo “virtuoso” percorso rivolto ad innalzare significativamente le retribuzioni in generali e quelle del pubblico impiego in particolare.

Come già sottolineato, inflazione, bassa produttività, modelli contrattuali ed organizzativi “vetusti”, salvaguardia “forzata” di settori produttivi “maturi” a scapito della frontiera tecnologica e ad alto valore aggiunto e “scellerate” scelte di impresa su alcuni settori qualificati (automotive, informatica, telecomunicazioni e meccanica di precisione su tutti) hanno contribuito al risultato negativo: “barattare” la competitività con il salario “compresso” ed il lavoro “povero” è stata una tragica scelta.

È evidente che il Governo e le Parti Sociali devono “attivare” un tavolo permanente per affrontare questo drammatico problema che, tra l’altro, deprime fortemente la domanda interna ed impedisce, in concreto, la significativa crescita del Prodotto Interno Lordo.

Importante una riforma concreta dell’Amministrazione Pubblica che, come contraltare, deve determinare la rimozione dei “vincoli” normativi che hanno impedito la crescita del salario accessorio in tutti i settori del pubblico impiego e nello specifico nelle Agenzie Fiscali, ripristinando il vincolo di correlazione tra salario accessorio ed obiettivi incentivanti.

È assolutamente necessario, quindi, una riforma del meccanismo degli incentivi (con relativo supporto fiscale) e probabilmente una diversa architettura contrattuale.

Ma si deve ribadire, con forza, che le Agenzie Fiscali avevano avviato da tempo, con la riforma in “modello Agenzie” ovvero l’adozione dello strumento “Principal” / “Agent”, questo importante percorso virtuoso, percorso inesorabilmente “intaccato” e diremmo “bloccato” dal generale quadro normativo e dagli orientamenti amministrativi (quindi scelte politiche).

CONTRIBUTO DELLA RIFORMA FISCALE

Uno dei contributi al progetto di crescita del Paese deve necessariamente arrivare dalla “Riforma fiscale”, avviata con l’attuazione della Legge delega n. 111 del 2023.

Le azioni intraprese sono propedeutiche alla realizzazione degli obiettivi fissati per i prossimi anni in diversi ambiti ovvero:

  • riduzione della propensione all’evasione ed incremento della “compliance” volontaria;
  • riduzione dei tempi medi di rimborso dell’IVA;
  • riordino e razionalizzazione delle detrazioni;
  • riduzione del cuneo fiscale sul lavoro;
  • aggiornamento registro catastale.

I principali interventi legislativi adottati (al momento pubblicati n.17 decreti legislativi) mirano a migliorare la “compliance”, “snellire” le procedure amministrative e fornire un “ambiente” fiscale più “sostenibile” per i cittadini, le imprese ed il terzo settore (anche questo fondamentale).

I decreti adottati provvedono ad integrare, correggere e perfezionare la legislazione esistente finalizzati alla disciplina dell’IRPEF, al sistema del Concordato Preventivo Biennale, all’attuazione di un regime fiscale agevolato per gli enti del terzo settore non commerciali (per le attività svolte con modalità commerciali).

Progressi nelle diverse aree di intervento come le condizioni soggettive ed oggettive per l’accesso alla misura di agevolazione IRES premiale, la definizione delle disposizioni applicative in materia di regime opzionale di adozione del sistema di controllo del rischio fiscale per poter accedere al rinnovato regime di “cooperative compliance”.

È stato consolidato il raggiungimento degli obiettivi di riordino, razionalizzazione e semplificazione delle norme del sistema tributario mediante l’adozione del Testo Unico in materia di imposta di registro ed altri tributi indiretti. Adottati anche altri Testi Unici.

Importanti progressi anche per l’obiettivo di razionalizzazione delle “detrazioni” fiscali e nell’ambito della progressiva riduzione dei sussidi ambientali dannosi.

Invece, per l’allineamento dei valori catastali per le unità immobiliari sottoposti ad interventi di efficienza energetica e di miglioramento strutturale finanziati con fondi pubblici (in parte o del tutto) è in corso, altresì, una operazione di invito alla “compliance”.

Inoltre, nella Relazione della “Commissione tecnica per il riordino della riscossione” sono state fatte talune proposte volte a migliorare l’efficacia della riscossione pubblica.

Il progetto “Riforma Fiscale”, quindi, è in fase di completamento (con proroga al 2026), dal punto di vista delle disposizioni normative in attuazione, mentre deve ribadirsi l’obiettivo del progetto medesimo ovvero quello di semplificare e riequilibrare il rapporto fisco – contribuenti, mentre sotteso a questo ci sarebbe un possibile allargamento del monte imponibile, anche con lo “sfoltimento” e razionalizzazione delle “tax expenditures” – agevolazioni fiscali (oltre 650 misure approvate nel tempo con un carico superiore ai 150 miliardi di euro) e la possibilità di abbassare il complessivo carico fiscale (attraverso una ulteriore futura riduzione delle aliquote).

Naturalmente fondamentale è la lotta all’evasione fiscale, di cui alla virtuosa ed instancabile azione posta in essere dalle Agenzie Fiscali (ancora in aumento i dati del recupero di evasione per il 2024 nonché gli incassi erariali).

Questo è il contributo che il “FISCO” può “apportare” al progetto di crescita del Paese, “alleviando” il carico fiscale e contributivo in capo ai lavoratori e, nel contempo, estendendo la platea ed abbassando la contribuzione per tutti i cittadini.

I risultati che si manifesteranno saranno chiaramente il frutto della concreta declinazione del progetto di riforma.

AGENZIE FISCALI

In ragione di quanto espresso, ribadiamo la necessità che debbano essere “apportate” tutte le misure, normative e regolamentari, a salvaguardia ed ulteriore valorizzazione del modello Agenzie Fiscali, prevedendo “apposite” deroghe a disposizioni di carattere generale, a valorizzazione della specificità delle funzioni, in un quadro coordinato di intervento.

IN MATERIA DI “QUARTA AREA”

Segnaliamo, comunque, una debolezza delle disposizioni contrattuali in materia di “Area delle Elevate Responsabilità”.

Sono necessari appositi finanziamenti per la creazione nelle diverse Amministrazioni dell’area contrattuale nonché è necessario un chiarimento specifico per le Agenzie Fiscali circa il rapporto tra la stessa Area e la figura delle POER (create con apposita legge speciale).

È necessaria, secondo noi, una “norma di raccordo” (POER – Elevate Professionalità), altrimenti dobbiamo pensare che l’inserimento contrattuale di questa figura aveva solo l’intenzione di attrarre risorse umane dall’esterno anziché valorizzare al meglio le risorse interne a disposizione delle diverse Amministrazioni, di fatto un evidente e chiaro “flop”.

RISULTATI RAGGIUNTI NELLE AGENZIE FISCALI

Alcuni importanti risultati sono stati raggiunti anche in questo anno in entrambe le Agenzie Fiscali.

Innanzitutto, richiamo le operazioni assunzionali che pur parziali, “alleviano” significativamente la criticità sulle risorse umane.

Abbiamo, altresì, chiesto l’ulteriore “implementazione” dei piani straordinari assunzionali (quindi oltre il turn over) affinché sia ADM che AdE possano innalzare quantitativamente e qualitativamente il livello delle risorse umane, per qualificare ancor più le azioni amministrative poste in essere, anche in ragione dei progetti riformistici in atto.

Quanto sopra è stato fatto in termini formali e informali, in sede Sindacale (sui Direttori delle Agenzie) ed in sede Governativa (presso il Vice Ministro Leo). Sembra esserci una ampia presa d’atto, vedremo la declinazione (ad esempio l’innalzamento dei numeri in ADM, di cui alla recente richiesta).

Abbiamo acquisito significative risorse salariali accessorie, al momento, non strutturali, per le annualità dal 2023 al 2026 che, in concreto, riducono la sofferenza sul versante del cosiddetto “doppio taglio”, mentre siamo in attesa dell’intervento “strutturale” sul meccanismo di finanziamento e quindi di riparto degli incentivi (lavori in corso con il Vice Ministro Leo)

Quindi, nella fase transitoria abbiamo ottenuto risorse finanziarie significative (non strutturali), un risultato di non poco conto grazie al “pressing” sul Vice Ministro delle Finanze Leo circa i “montanti accessori”.

È stata, altresì, avviata la “quinta” operazione di passaggio di fascia economica (oggi differenziali stipendiali) dalla nascita delle Agenzie Fiscali, un fondamentale consolidamento in busta paga di risorse assegnate all’incentivazione del personale del Fisco.

Risultati importanti sulle Posizioni Organizzative, per le quali ci siamo battuti con forza, in presenza di criticità sia per AdE che per ADM che abbiamo significativamente rappresentato.

TUTTI RISULTATI ESTREMAMENTE POSITIVI, MA CERTAMENTE NON GARANTITI A PRIORI SENZA UN NOSTRO FORTE IMPEGNO POLITICO E SINDACALE.

Evidente la necessità e l’obbligo di intervenire e valorizzare tutti “i cluster”, sul piano economico e su quello professionale, in ragione dell’importante “apporto” quanto-qualitativo di tutte le colleghe ed i colleghi in servizio.

I Responsabili di settore declineranno nel dettaglio i risultati raggiunti nelle diverse Agenzie.

In questa sede appare opportuno, ancora una volta, ribadire l’impegno, su tutti i fronti, per l’innalzamento quanto-qualitativo del livello delle risorse umane, con un rafforzamento nelle Regioni del Nord (ancora da implementare) ma anche del Sud (prossime assunzioni con maxi concorso tributario), nonché nell’ambito dei progetti incentivanti di Convenzione, con il necessario miglioramento del livello degli obiettivi rispetto alle risorse umane disponibili ed al corrispettivo economico riconosciuto, oltre al complessivo miglioramento del benessere dei lavoratori.

Strategica la “questione” formazione, che deve essere meglio e diversamente orientata (non si tratta semplicemente di ore pro-capite) ed importante è la questione “valutazione” del personale (problematiche/analisi costantemente monitorate), quest’ultimo aspetto oggetto di un prossimo (nuovo) intervento legislativo generale.

Segretario, colleghe e colleghi

continueremo a lavorare, nelle condizioni date, per “portare a casa”, come sempre, i migliori risultati possibili per tutti i funzionari ed i dirigenti in servizio, a tutela sia dei loro diritti sia delle loro “giuste” aspettative.

Roma, 20 ottobre 2025

 

IL COORDINATORE GENERALE
Valentino Sempreboni